Una settimana a New York

7 giorni, 103 km a piedi, tante immagini nella mente che ricordano film e una miriade di schifezze mangiate con la scusa di fare tanto movimento, così inizia il racconto della nostra settimana a New York!

Periodo: 16-23 agosto 2019
Compagnia per il volo: Emirates (forse la migliore su cui abbia mai viaggiato)
Hotel prenotato con Booking: Citizenm New York Bowery —> catena in cui andiamo spesso, ci troviamo bene, molto giovanile e tecnologica, ma camere minuscole! Questo in particolare non si trovava in una bellissima zona, perchè c’erano moltissimi senzatetto in giro, ma per il resto molto comodo per visitare tutta la città.


Documenti necessari per il viaggio:

  • Passaporto
  • ESTA (si richiede qui e costa 14 dollari a persona)

Documenti non necessari, ma fortemente consigliati:

  • Assicurazione di viaggio (noi l’abbiamo fatta con Axa, ma per fortuna non ne abbiamo avuto bisogno quindi non posso giudicare)
  • Scegliere un pass per le attrazioni in modo da spendere meno e saltare le file per i biglietti! Ce ne sono vari, noi abbiamo preferito fare il Build your own (in cui si scelgono già le attrazioni che si vogliono fare) perchè avevamo le idee chiare, ma ce ne sono altri che costano un po’ di più in cui si pagano in generale tot attrazioni e poi si sceglie lì al momento quali visitare. Noi abbiamo inserito nel pass: tour del Madison Square Garden, tour dello Yankee Stadium, traghetto per la statua della libertà e Ellis Island, Museo Guggenheim, vista dal Top of the Rock e Metropolitan Museum.

Per riuscire a organizzare un itinerario perfetto serve molta pianificazione, noi abbiamo diviso la città in zone e deciso già prima di partire cosa avremmo visto ogni giorno anche considerando i giorni di chiusura di ogni attrazione. Poi lì ci si sono stravolti tutti i piani a causa meteo e giorni di partite allo Yankee Stadium e la mia organizzazione è andata a farsi friggere, ma questo è un altro discorso!

Questa è la mappa che ho creato con Google Mymaps suddivisa in attrazioni, cibo e negozi (ovviamente mancano le cose che non volevamo vedere, ad esempio il museo di storia naturale ecc quindi prendetela solo come punto di partenza per organizzare la vostra):


PRIMO GIORNO

Il primo giorno è stato quello in cui abbiamo camminato di più, ci siamo alzati presto e siamo partiti dalla zona del nostro hotel (Bowery) per raggiungere il Madison Square Garden, passando davanti al famoso Flatiron, chiamato così perchè ricorda la forma di un ferro da stiro (nella foto a destra).

Arrivati al Madison Square Garden, abbiamo prenotato il primo tour disponibile facendo vedere l’applicazione Go City Card con il nostro pass inserito e abbiamo passato poco più di un’ora ad ammirare in tutti i suoi spazi, accompagnati da una guida super appassionata, quest’arena famosa per essere teatro di partite di basket, di hockey, ma anche di concerti. Il tour è molto completo, permette di avere una visuale da ogni altezza dell’arena e mostra anche gli spogliatoi.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Finito il tour, abbiamo pranzato con un fantastico panino di Shake Shack (il primo di una lunga serie durante la settimana!) e abbiamo continuato la nostra passeggiata fino alla maestosa New York Public Library e alla Grand Central Terminal. Immancabile una foto al Cafè Pershing Square, che riconoscerete sicuramente se avete visto il film Amici di letto con Justin Timberlake e Mila Kunis.

Poi siamo andati al Rockfeller Center a prenotare la salita sul Top of the Rock per il tramonto, sempre tramite il nostro pass. Abbiamo preferito questo rispetto a salire sull’Empire State Building per avere la vista pazzesca su New York con quest’ultimo in centro. Vista impagabile, ma la ressa dell’orario del tramonto non fa godere dell’esperienza appieno.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Usciti dal Top of the Rock abbiamo visto da fuori il Radio City Music Hall e abbiamo avuto anche le forze di fare una scappata in Times Square a vedere la piazza illuminata a giorno dai mega schermi pubblicitari, bellissima!


SECONDO GIORNO

Il secondo giorno abbiamo iniziato il nostro giro da Hudson Yards, in particolare con il Vessel, la nuova costruzione a nido d’ape inaugurata nel marzo del 2019.

Si tratta di una struttura con 80 terrazze panoramiche e 2500 gradini per raggiungerle… l’ingresso è gratuito, basta inquadrare un QR code ai piedi dell’opera e registrarsi online per scaricare il biglietto. Noi non siamo saliti, dopo aver camminato 18 km il giorno precedente avevamo le gambe a pezzi!

Proprio da lì passa l’High Line: un parco realizzato su una parte in disuso di una ferrovia sopraelevata. L’abbiamo percorso tutto fino ad arrivare al Chelsea Market.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il pomeriggio invece abbiamo visitato Little Italy, cioè Mulberry Street, con una pausa merenda per assaggiare le famose mini cheesecake di Eileen’s Special Cheesecake che non ci hanno affatto deluso! E abbiamo passato un’ora a guardare ogni singola pallina in un negozio in cui è natale 365 giorni all’anno 😂.

Questo slideshow richiede JavaScript.

La sera abbiamo cenato in un ristorante messicano molto “instagrammabile”, ma piccantissimo!! Tacombi Nolita

In generale consiglio di mangiare solo nei locali che hanno la A appesa fuori perchè significa che hanno superato il controllo sanitario a sorpresa del Dipartimento di salute e di igiene di New York, considerate che subiscono questi controlli i bar, i ristoranti, ma anche i fast food come Mc Donald’s o le caffetterie come Starbucks. Qui trovate la mappa con la classificazione di tutti i ristoranti di New York, se un locale non ha appesa fuori nessuna lettera (A, B o C) e nemmeno “Grade pending” (in attesa di giudizio) vuol dire solo che non è ancora stato controllato.


TERZO GIORNO

Il terzo giorno ci siamo svegliati all’alba in modo da essere alla biglietteria per il battello per la Statua della libertà verso le 08:30. Infatti nonostante il pass, per questo tour bisogna fare la coda alla biglietteria dentro Castle Clinton e poi la coda ai controlli di sicurezza (tipo aeroporto). Per fortuna a quell’ora non c’era praticamente nessuno e siamo passati molto velocemente. Al nostro rientro dal giro verso le 12 le due code erano chilometriche!!
Il tour prevede la visita dell’isola della Statua della libertà, compreso il museo, ma non la salita sul piedistallo o sulla corona per i quali bisogna comprare un biglietto a parte moltissimi mesi prima per trovare la disponibilità. Compresa nel pass invece c’è anche la visita a Ellis Island, il punto di ingresso per tutti gli immigrati che sbarcavano negli Stati Uniti e che venivano sottoposti a vari controlli sia fisici sia mentali prima di poter ottenere, o meno, il permesso di sbarcare a Manhattan.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Rientrati a Manhattan, abbiamo visitato la zona di Wall Street, abbiamo visto il famoso toro accerchiato da mille persone per una foto, abbiamo pranzato da Luke’s Lobster con due panini con aragosta e con polpa di granchio e ci siamo diretti verso il grande magazzino Century 21 per un po’ di shopping. Dopodichè abbiamo raggiunto il 9/11 Memorial, di cui non siamo andati a vedere il museo perchè sinceramente non me la sentivo, e abbiamo fotografato l’Oculus di Calatrava cioè un’opera architettonica con la funzione di stazione della metropolitana che comprende al suo interno anche dei negozi.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Tornati nella zona del nostro hotel, abbiamo passeggiato tra le strade di Soho, Nolita e quelle di Chinatown.  Non perdetevi l’ingresso del locale Basement: a prima occhiata sembra un frigo della Coca-Cola, ma in realtà è la porta del bar!

Questo slideshow richiede JavaScript.


QUARTO GIORNO

Il quarto giorno abbiamo dedicato la mattinata alla visita dello Yankee Stadium, ma sul tragitto in metro abbiamo letto che saremmo passati vicino alla Columbia University e vuoi non fermarti a comprare una felpa dell’università?? Così abbiamo fatto una mini tappa nel campus! Le parole di Seb sono state: “Bellissimo! Non avrei studiato comunque, ma almeno avrei avuto un fantastico giardino per passare il tempo quando non andavo a lezione”🤦‍♀️ 
Per il tour dello Yankee Stadium invece abbiamo fatto vedere come sempre il nostro pass in biglietteria e dopo 2 minuti avevamo il biglietto d’ingresso. Non portatevi macchine fotografiche grandi o GoPro, perchè noi siamo stati costretti a pagare 20 dollari per metterle dentro un armadietto di un negozio perchè se no non ci facevano entrare! Qui trovate tutti gli oggetti che è proibito portare all’interno dello stadio. Lo stadio ha anche un Hard Rock completamente dedicato!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il pomeriggio abbiamo fatto un giro a Central Park, siamo tornati a vedere con più calma Times Square e abbiamo cenato al Planet Hollywood.

Questo slideshow richiede JavaScript.


QUINTO GIORNO

Il quinto giorno abbiamo iniziato la giornata con degli ottimi pancakes di Clinton St. Baking (non andate nel weekend perchè la coda è chilometrica già all’apertura la mattina) e sul tragitto abbiamo visto anche il Katz’s Delicatessen reso celebre dal film Harry ti presento Sally.

Il resto della giornata abbiamo visitato i due musei che ci eravamo prefissati di vedere: il Metropolitan Museum of Art (THE MET) e il Guggenheim. Avremmo voluto visitare anche il MoMA, ma purtroppo era in ristrutturazione in questo periodo (riaprirà il 21 ottobre 2019). Il primo ci ha davvero entusiasmato, pazzesca la parte riguardante l’Egitto con una sala con un tempio circondato dall’acqua e le mostre sugli abiti di alta moda e sulla musica rock, mentre il secondo ci è piaciuto solo per la sua struttura architettonica, ma ovviamente è un gusto artistico soggettivo! In alternativa potreste vedere il Museo di Storia Naturale, in cui hanno girato il film “Una notte al museo”. Tra un museo e l’altro abbiamo pranzato da Tal Bagels, hanno un banco con tutti gli ingredienti e scegliete voi cosa farvi inserire nel bagel, molto buono!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Per quel giorno avevamo messo in programma anche una visita alla Color Factory, una specie di museo interattivo con i colori, se guardate le foto di Instagram vedrete che hanno una mega vasca di palline azzurre in cui si possono fare foto, oltre a varie stanze a tema riguardanti i colori, ma il prezzo di ingresso è caro e abbiamo pensato che non ne valesse la pena anche perchè eravamo davvero distrutti a fine giornata! Quindi siamo andati a mangiare una pizza da Ribalta (si sono una di quelle persone a cui manca il cibo italiano dopo pochi giorni all’estero!) e abbiamo girato un pochino una mega libreria di fronte al ristorante (Strand Book Store).


SESTO E SETTIMO GIORNO

Brooklyn è stata la meta del nostro sesto giorno a New York, abbiamo puntato la sveglia molto presto per arrivare al famoso incrocio nel quartiere DUMBO, acronimo di Down Under the Manhattan Bridge Overpass (Sotto il Manhattan Bridge), e scattare qualche foto senza mille persone in mezzo.

L’incrocio si trova tra Washington St & Water St nel caso vi interessasse! Poi ci siamo diretti al ponte di Brooklyn per fare un pezzetto della camminata pedonale che porta fino a Manhattan e, dopo qualche altra foto di rito, ci siamo diretti verso Coney Island. Noi siamo andati con Uber, ma c’è una linea della metropolitana che porta direttamente lì!

Coney Island ci è piaciuta tantissimo, da un lato l’oceano con la spiaggia e dall’altro il famoso Luna Park. Per non parlare poi devi famosissimi hot dog di Nathan’s!!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Dopo qualche ora siamo tornati verso il ponte di Brooklyn, precisamente a Brooklyn Heights dove si trova una passeggiata perfetta per godere della vista di Manhattan dal tramonto fino all’accensione di tutte le luci dei grattacieli, che rendono il panorama mozzafiato.

Il settimo giorno invece è stato dedicato più che altro a comprare souvenir e regali da portare a casa ad amici e parenti, siamo ripassati in Times Square e abbiamo pranzato con le ottime alette di pollo di Hooters!
Se volete vedere tutte le foto del viaggio, le trovate qui sul mio profilo Facebook!

Se invece volete chiederci qualcosa, commentate pure qui sotto nel post!😊

Weekend in Toscana: Siena, Volterra e il Giardino dei tarocchi

Abitando a Milano, spesso cerchiamo destinazioni da raggiungere comodamente nel weekend, anche in auto, per passare due giorni diversi dal solito visitando qualche città mai vista. Questa volta abbiamo optato per la Toscana: entrambi avevamo già visitato Firenze e Pisa quindi abbiamo deciso di andare a Siena, prenotando due notti lì per utilizzarla anche come punto di partenza per raggiungere il Giardino dei tarocchi che si trova invece più a sud, al confine con il Lazio.

L’Hotel Garden in cui abbiamo soggiornato a Siena è molto comodo per chi si sposta in macchina, alle porte della città con un parcheggio gratuito, ma sinceramente non ci torneremmo, l’abbiamo trovato un po’ datato e le camere non sono molto insonorizzate.

Il primo giorno abbiamo passato la mattina visitando Siena, bellissimi il Duomo e Piazza del Campo. Non abbiamo programmato niente, abbiamo semplicemente passeggiato perdendoci nelle viette medievali sormontate dalle varie bandiere delle contrade. La città è davvero bella e merita una visita più approfondita rispetto a una mattinata soltanto quindi ci torneremo sicuramente per vederla meglio, consiglio di dedicarci almeno una giornata intera.

Questo slideshow richiede JavaScript.

A pranzo abbiamo mangiato in una osteria consigliataci da un’amica: Osteria Permalico, cibo ottimo, ma come in tutti i luoghi dove abbiamo mangiato in Toscana sinceramente! Ci siamo anche stupiti per tutte le recensioni positive lette su TripAdvisor sulla maggior parte dei ristoranti della città.

Subito dopo pranzo siamo partiti alla volta del Giardino dei tarocchi, che si trova a un’ora e mezza di distanza da Siena ed è aperto solo in determinati orari, consiglio di controllare il sito prima di andarci.

Ci eravamo fatti un’idea del luogo scovando qualche foto su Instagram, ma dal vivo è ancora più pazzesco: si vede l’influenza di Gaudì nella mente della scultrice in ogni scultura presente in questo giardino. All’ingresso viene dato un biglietto con una minimappa del giardino con scritti i nomi dei tarocchi rappresentati da ogni scultura ed è divertente cercarli e associare il nome alla scultura.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il giorno successivo invece avendo mezza giornata eravamo indecisi tra visitare velocemente San Gimignano o Volterra e alla fine abbiamo scelto quest’ultima.

Ci è piaciuta moltissimo, dal cerchio sulla strada all’ingresso di Volterra, opera di Mauro Staccioli fino alla più piccola stradina in salita della città. La vista dal borgo è davvero bellissima e vale la strada piena di tornanti per raggiungerla.

Visto che la temperatura non era propriamente estiva ci siamo concessi una bella polenta leggera leggera per pranzo in un ristorante fantastico che ci aveva conquistati già dal nome: Porgi l’altra pancia!

Dopo pranzo abbiamo girovagato ancora un po’, visto i resti del teatro romano e comprato un po’ di vino e specialità da portare a casa oltre ad alcuni souvenir in alabastro.

Sulla via del ritorno verso Milano abbiamo fatto anche una tappa velocissima solo per una foto a Livorno:

Weekend a Napoli

Per il mio compleanno abbiamo deciso di trascorrere due giorni diversi dal solito: abbiamo prenotato un weekend a Napoli super last minute… tre giorni prima della partenza! Ovviamente non siamo riusciti a contenere troppo i costi vista la prenotazione a ridosso del weekend, ma siamo stati comunque sotto i 180 euro per un Frecciarossa andata e ritorno e una notte in un B&B.

Il Bed&Breakfast che abbiamo scelto è il Regina Margherita Suite, molto comodo vicino a Piazza del Plebiscito, anche se per raggiungerlo bisogna fare un po’ di strada in salita ed è difficile trovare l’ingresso perchè si trova dentro un cortile privato e non ci sono insegne! L’ingresso è alla palazzina C, primo piano rialzato a sinistra. Ciò che si percepisce dall’esterno della struttura non rispecchia invece la bellezza delle camere, la nostra aveva una vasca idromassaggio e un bel terrazzo.

Siamo partiti con mille pregiudizi e raccomandazioni e invece ci siamo trovati molto bene, forse l’unica nota dolente è che la città è davvero sporca ed è un peccato perchè ci sono monumenti e vie davvero bellissime e basterebbe poco per tenerli più puliti. Ovviamente non ci siamo stupiti di vedere quattro persone in motorino senza casco con bambini di 4 anni o ragazzini di 12 anni alla guida di un motorino da soli perchè sapevamo cosa avremmo trovato! Tra chi passa col rosso e chi guida in contromano, consiglierei di evitare di guidare in città! E altra cosa fondamentale per la vostra sopravvivenza…se tifate Juventus, non ditelo!!!

PRIMO GIORNO

Partendo con il treno delle 6 di mattina di Milano, siamo arrivati a Napoli alle 10.30 in modo da avere due giorni pieni per visitare la città. Siamo andati subito a lasciare le valigie in hotel per iniziare il nostro tour de force (abbiamo camminato 30km in due giorni!!), Tiziana alla reception del B&B è stata gentilissima e ci ha fatto fare un check in anticipato. Abbiamo iniziato il nostro percorso da Piazza del Plebiscito e abbiamo subito assaggiato la famosa pizza fritta da Zia Esterina Sorbillo.

Dopo la pizza fritta abbiamo imboccato Via Toledo e potevamo farci scappare l’assaggio anche della pizza a portafoglio?? Non sia mai!!

Via Toledo è una delle vie principali della città, con i suoi negozi delle grandi catene internazionali delimita il confine con l’inizio dei Quartieri Spagnoli (in cui consiglio di non addentrarsi). Bellissima la galleria Umberto I e indescrivibile la fermata della metro Toledo, considerata la più bella d’Europa.

Abbiamo poi raggiunto la piazza del Gesù nuovo e abbiamo visitato la chiesa omonima e la basilica di Santa Chiara. Bellissimo il chiostro maiolicato di Santa Chiara, opera di Domenico Antonio Vaccaro del 1739.

Da lì abbiamo camminato fino alla famosa via dei presepi: Via San Gregorio Armeno. Impossibile non rimanere affascinati a guardare tutto per riconoscere ogni personaggio rappresentato in queste statuine!!

SECONDO GIORNO

Il secondo giorno abbiamo fatto un giro sul lungo mare Caracciolo, visto il Maschio Angioino e Castel dell’Ovo. Avremmo voluto raggiungere la terrazza di Sant’Antonio a Posillipo per vedere il panorama con il Vesuvio al tramonto, ma purtroppo ci aspettava il treno di ritorno per Milano.

 

I 10 luoghi più “instagrammabili” di Londra!

  • Aida Shoreditch  –> zona Shoreditch, un bar e negozio molto carino. Bellissimo il latte alla rosa anche se sinceramente il gusto non è dei migliori!
  • Coppa Club –> di fronte al Tower Bridge. Un bar e ristorante davvero particolare, peccato non aver avuto il tempo di provarlo:
  • Cereal Killer Cafe –> Zona Shoreditch/Brick Lane. Perfetto per i nostalgici anni ’90, ci sono giocattoli, videogames e musica anni ’90 e si può scegliere il tipo di cereali da mettere in una ciotola di latte da mangiare comodamente seduti su un letto, top!

    Questo slideshow richiede JavaScript.

  • Bubblewrap Waffle –> Zona Chinatown. Una cialda a bolle che può contenere qualunque cosa vi possiate immaginare! Noi l’abbiamo provato con gelato alla vaniglia, Nutella e Oreo…buonissimo!
  • Neal’s Yard –> un angolo nascosto nella zona di Covent Garden pieno di case colorate:
  • Sky Garden –> un giardino pubblico ad ingresso gratuito situato all’ultimo piano di un grattacielo. Ricordatevi di prenotare la visita online in anticipo!
  • Cafe Boheme –> Zona Soho. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo di provarlo, ma le foto su Instagram sono bellissime!

    © Cafe Boheme – Instagram

  • Camden Town –> non è un segreto che tutta la zona di Camden Town sia molto bella da fotografare con le sue caratteristiche insegne!
  • Redemption Bar –> ha un graffito con due ali d’oro tra cui si può posare in modo molto angelico  

    © Redemption Bar – Instagram

  • God’s Own Junkyard –> è un negozio di insegne al neon po’ fuori Londra, ma fighissimo.

    © God’s Own Junkyard

Seconda volta a Londra

Siamo finalmente tornati a Londra dopo quattro anni per accompagnare mia mamma che invece non l’aveva mai vista. Abbiamo quindi unito la visita ai luoghi principali visti la prima volta (qui il vecchio itinerario per tre giorni a Londra) ad altri in cui non eravamo mai stati, cercando di scovare anche qualche luogo davvero particolare visto solo su Instagram!
Periodo: 17-19 marzo 2018  ∼ Volo Easyjet Milano Linate-Londra Gatwick
Hotel trovato grazie a Booking.comCitizenM London Shoreditch –> davvero particolare, adatto a ragazzi e/o a soggiorni brevi. Camere piccoline, ma silenziosissime e ultra moderne, addirittura si governa tutta la camera attraverso un Ipad! Si possono cambiare i colori delle luci della camera e ci sono tantissimi film nuovi gratuiti, alcuni dei quali anche in lingua italiana. Il personale è gentilissimo, nella hall ci sono dei computer Imac disponibili gratuitamente e le stanze hanno una finestra enorme che dà sulla città.

La zona, Shoreditch, è molto alternativa, piena di graffiti, pub e negozi particolari ed è anche facilmente raggiungibile grazie alla fermata dell’Overground (la metropolitana di superficie).


PRIMO GIORNO

Innanzitutto chi ha detto che a Londra piove sempre??!  Noi per non farci mancare nulla…abbiamo beccato addirittura la neve!😆
            
Il primo giorno, dopo aver lasciato le valigie in hotel, abbiamo deciso di iniziare i nostri giri dal centro quindi abbiamo preso la metro e siamo scesi a Westminster per vedere il Big Ben (attualmente in restauro fino al 2021) e la ruota panoramica London Eye.
Sfortunatamente la neve e il vento gelido ci hanno impedito di passeggiare per raggiungere la nostra meta successiva quindi abbiamo ripreso subito la metro in direzione Harrods per scaldarci un po’ e comprare qualche souvenir. Per il pranzo invece abbiamo scelto il quartiere Covent Garden, dove abbiamo passeggiato tra i negozi e mangiato un ottimo hamburger da Shake Shack:

Questo slideshow richiede JavaScript.

Prima di partire, curiosando su Instagram, avevamo trovato un angolino di Londra davvero particolare con case molto colorate sempre nella zona di Covent Garden: Neal’s Yard. La strada per raggiungerlo da Covent Garden è molto breve e nel tragitto ci sono palazzi bellissimi e molti negozi di collezionismo super nerd fantastici…ammetto di aver comprato un Funko Pop da aggiungere alla mia collezione!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Poco lontano da lì si trova Chinatown, che ci ha catapultati direttamente in Cina dopo aver semplicemente girato un angolo. Bellissime le due porte che definiscono l’inizio e la fine della zona, le lanterne appese, i profumi e buonissimo il Bubblewrap Waffle cioè una cialda a bolle che contiene tutto quello che riuscite a immaginarvi! Noi l’abbiamo preso con il gelato alla vaniglia, la nutella e gli Oreo, ma potete creare tantissime combinazioni diverse. Certo, mangiare un gelato sotto la neve non è stato il massimo, ma per delle foto fighe questo e altro!!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Poi abbiamo camminato fino all’incrocio di Piccadilly Circus famoso per i suoi led pubblicitari luminosi e abbiamo fatto un po’ di shopping in Carnaby Street.
La sera, stanchi morti dopo 14 km a piedi sotto la neve, siamo rimasti in hotel a riposare.


SECONDO GIORNO

Il secondo giorno ci siamo alzati presto per andare a fare colazione da Cereal Killer Cafe, il paradiso per i nostalgici degli anni ’90. Tutto il bar è circondato da giocattoli, videogiochi, videocassette, tutto rigorosamente anni ’90.
Hanno tutti i tipi di cereali esistenti e potete scegliere con che tipo di latte mangiarli, seduti su comodi letti! In alternativa potete anche farci merenda con delle cioccolate calde spaziali.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Dopo di che ci siamo diretti verso Camden Town che ci affascina sempre molto ogni volta che ci torniamo! Bellissimi i negozi con le insegne enormi create a seconda dell’argomento del negozio: un dragone per il ristorante cinese, un elefante per il negozio indiano ecc. Guardate le foto per capire cosa intendo!  Tappa obbligatoria anche da Cyberdogun negozio con luci al neon di abbigliamento e accessori futuristici e fluo con musica altissima e cubiste!

Questo slideshow richiede JavaScript.

A pranzo tappa obbligata da Poppie’s a mangiare Fish&Chips e poi metropolitana verso Portobello Road e Notting Hill per vedere il quartiere residenziale famoso per le case colorate. La sera invece abbiamo cenato all’Hard Rock Cafe.


TERZO GIORNO

Prima di partire abbiamo prenotato online una visita allo Sky Garden (l’ingresso è gratuito, ma bisogna prenotare online la visita), si tratta di un giardino pubblico all’ultimo piano di un grattacielo a 150m di altezza con vista a 360° di tutta la città! In cima si trovano anche alcuni bar e un elegantissimo ristorante; davvero bellissimo, peccato che per il vento gelido e la neve non ci abbiano fatto uscire sulla terrazza panoramica.

Poi abbiamo camminato fino al Tower Bridge per fare qualche foto e abbiamo fotografato un bellissimo bar di cui vi parlerò nel mio post sui dieci luoghi più instagrammabili di Londra:

Per pranzo abbiamo mangiato un’ottima pizza in una pizzeria romana nella zona delle università, Pizza Union, e girovagando a piedi abbiamo scoperto un mercato coperto super hipster: Old Spitalfields Market.

Purtroppo il nostro viaggio si è concluso qui, ma non vediamo già l’ora di tornare a Londra! Se poi siete Instagram addicted come me, non potete perdervi il mio post sui 10 luoghi più “instagrammabili” di Londra!

Se volete rivivere questo viaggio con noi, ecco qui il video:

 

 

Città e spiagge da visitare in Puglia

Ripensando ai vari viaggi fatti mi è tornata in mente la bellissima estate in Puglia, in particolare in Salento. Non dimenticherò mai i paesaggi mozzafiato visti lì, il mare trasparente, il divertimento e il cibo ottimo. Sebastian si è trovato talmente bene che, tornati da lì, ha continuato a dire a tutti per mesi di essere salentino (cosa ovviamente non vera)!!

La Puglia è piena di città davvero bellissime, alcune di queste sono ancora nella mia bucket list come Polignano a Mare, ma quelle che abbiamo visitato e di cui vi parlerò ora valgono la pena di un viaggio fin lì! Noi l’abbiamo girata tutta in macchina, la distanza tra le città non è eccessiva e potete anche arrivare in aereo a Brindisi o Bari e noleggiare da lì un’auto per creare un vostro itinerario ideale tra queste città.

ALBEROBELLO

Alberobello è famosa per le sue caratteristiche abitazioni, chiamate trulli, che dal 1996 sono tutelate dall’UNESCO quali patrimonio dell’umanità. I trulli in pietra e di forma conica sono ancora abitati e i tetti sono dipinti da simboli religiosi, astrologici e di protezione contro il malocchio. Ad esempio il cuore che vedrete in una foto nella galleria qui sotto, è un simbolo della religione cristiana e rappresenta il cuore trafitto di Maria.

Questo slideshow richiede JavaScript.

OSTUNI

Ostuni è conosciuta come “la città bianca” e ha una bellissima vista sul mare. Il borgo antico, dipinto solo di bianco, sorge sul colle più alto del territorio urbano ed è chiamato dagli abitanti “La Terra”. Bellissima la piazza centrale di Ostuni, Piazza della Libertà, noi abbiamo pranzato in un locale molto carino che si chiamava Mozzarella & Co. (foto nella galleria).

Questo slideshow richiede JavaScript.

LECCE

Lecce, la “Signora del Barocco”, è il paradiso di un amante dell’architettura antica, la città è infatti ricca di testimonianze e opere d’arte di epoca romana, medievale e rinascimentale.

Ma a caratterizzare la città è il barocco in una declinazione del tutto particolare tanto da meritarsi l’appellativo di barocco leccese.

In foto: Porta Napoli.

OTRANTO

Otranto unisce edifici antichi, vicoli suggestivi in cui perdersi, ad un mare bellissimo nonostante sia una città portuale. Nel 2010 il borgo antico è stato riconosciuto come Patrimonio Culturale dell’UNESCO.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

SANTA MARIA DI LEUCA

Il panorama mozzafiato di Santa Maria di Leuca non ha bisogno di presentazioni.

Qui abbiamo visitato il faro che si trova sulla Punta Meliso e fatto una gita in barca fantastica che ci ha portato alla scoperta di grotte incredibili.

In particolare ci è rimasta impressa la Grotta del Soffio che abbiamo raggiunto a nuoto dalla barca e in cui si può entrare solo immergendosi e passando dall’ingresso sott’acqua. Da provare, ma per quanto mi riguarda un po’ spaventoso!  

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

GALLIPOLI

Gallipoli è la città che abbiamo vissuto di più in quanto alloggiavamo a Lido Conchiglie che si trova a pochi km di distanza. La città è divisa in due zone ben distinte: il centro storico, che sorge su di un’isola di natura calcarea, e il borgo nuovo, collegato all’isola mediante un ponte in muratura risalente al XVII secolo.

Diciamo che noi abbiamo vissuto anche una “terza zona”, quella dei divertimenti in spiaggia! Il mare di Baia Verde è uno dei più belli e l’intrattenimento non mancava grazie alla musica del Samsara (dico mancava perchè per ora è stato chiuso). Molto bello anche il lido Zen (foto in galleria sotto). Zeppa di discoteche, noi siamo andati al Praja che non ci ha entusiasmato per la troppa calca all’interno e al Riobo dove invece ci siamo divertiti tantissimo!  

Questo slideshow richiede JavaScript.

PUNTA PROSCIUTTO

Non perdetevi assolutamente la bellissima spiaggia di Punta Prosciutto! Scegliete una giornata non nuvolosa per andare e non ve ne pentirete:

SAN FOCA E ROCA VECCHIA (Grotta della Poesia)

Roca Vecchia è famosa soprattutto per la Grotta della Poesia, una splendida architettura di pietra in cui ci si può tuffare. Purtroppo la mia foto non rende per le troppe persone, se potete evitate agosto per ammirarla meglio!

Mentre a San Foca siamo stati in un lido che ci aveva attirato per le statue di Buddha, l’Ensō Beach:

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Un giorno nella coloratissima Burano

Avete presente quelle bellissime foto, che ogni estate spuntano fuori su Instagram, raffiguranti delle case coloratissime in mezzo a dei canali? Io ne sono rimasta affascinata e ho deciso di fare una toccata e fuga in giornata con il mio ragazzo partendo da Milano per scoprire la meravigliosa Burano! Burano è considerata una delle 10 città più colorate del mondo e si trova su una delle isole della laguna veneta.

Noi abbiamo scelto di raggiungere Venezia in treno con Italo con destinazione Venezia Santa Lucia che è la stazione più in centro e da cui è più facile raggiungere Burano. Il traghetto per Burano e Murano si prende da Fondamente Nove, noi abbiamo deciso di percorrere i 2 km per arrivarci a piedi per vedere anche un po’ Venezia, ma si trovano anche traghetti che dalla stazione portano a Fondamente Nove in 25 min. 

Qui trovate la mappa dei traghetti di Venezia e isole

Il tragitto da Fondamente Nove a Burano dura 45 min, noi abbiamo deciso di vedere in mattinata Burano e il pomeriggio abbiamo girato un po’ per Venezia, ma potete anche scegliere di vedere Burano e Murano invece che Venezia! Vi consiglio di prendere il biglietto dei traghetti giornaliero che costa 20€ perchè un biglietto per una sola tratta costa 7,50 €, così riuscirete a vedere anche Venezia girovagando il pomeriggio a piedi per poi tornare comodamente in traghetto alla stazione oppure potrete vedere sia Burano che Murano senza spendere ogni volta 7,50 € per il biglietto. Inoltre prendere le linee giuste dei traghetti non è così semplice come prendere una metropolitana, noi abbiamo sbagliato due volte gli ingressi delle linee e se non avessimo avuto il biglietto giornaliero avremmo speso tantissimo! [Vi consiglio il sito ufficiale dei trasporti di Venezia per controllare i prezzi visto che sono già aumentati rispetto a 5 mesi fa quando siamo andati noi: http://actv.avmspa.it/it ]

I caratteristici colori delle case una volta servivano a delimitare le proprietà anche se secondo una leggenda erano i pescatori a dipingere la loro casa per riconoscerla da lontano durante i periodi di assenza dovuti alla pesca.
Molto caratteristico anche il campanile storto che a causa di un cedimento del terreno è inclinato sull’asse di 1,83 metri.

Se dopo Burano, passeggiate un po’ per Venezia, per tornare alla stazione vi consiglio di prendere il traghetto che attraversa il Canal Grande per ammirare i luoghi più famosi di Venezia come il ponte di Rialto e Piazza San Marco direttamente dal canale. Nella foto a sinistra un’opera d’arte temporanea di Lorenzo Quinn.

Qui trovate il video della nostra giornata!

Agosto ad Aruba

Quest’anno abbiamo iniziato ad organizzare presto il nostro viaggio per le vacanze di agosto. Volevamo partire per una meta lontana, ma purtroppo agosto non è il periodo giusto per la maggior parte dei luoghi del mondo al di fuori dell’Europa.

La nostra prima scelta era stata Bali, ma l’eruzione del vulcano Agung e le vaccinazioni necessarie, ci hanno fatto desistere. Poi per caso ci hanno suggerito Aruba, isola dove non sapevo assolutamente si potesse andare in agosto! Infatti è l’unica dei Caraibi ad essere fuori dalla rotta degli uragani e con un clima ottimo tutti i mesi dell’anno. Tra l’altro ad Aruba agosto è anche bassa stagione perchè l’isola si riempie di turisti quando in America è inverno. Prenotando a gennaio siamo quindi riusciti a trovare dei prezzi abbordabili, abbiamo preso il volo con Klm via Amsterdam a 848€ a testa, nonostante quello con American Airlines via Miami costasse 650€, per evitare di fare l’ESTA e le interminabili code all’immigrazione negli Stati Uniti, ma anche perché in passato non ci siamo trovati bene con American Airlines. I voli di KLM sono stati puntualissimi e, nonostante fossimo in Economy, siamo stati coccolati con bevande, pasti, snack (anche un cornetto gelato!) tutto gratuito. Soprattutto ogni sedile aveva il proprio schermo con una selezione di film (anche in italiano), giochi e musica; cosa che nel volo di American Airlines per il Messico non avevamo trovato.

Su Booking abbiamo scelto dove alloggiare, ovviamente gli hotel avevano prezzi folli, ma abbiamo trovato degli appartamenti a prezzi davvero contenuti. Noi abbiamo scelto il Bubali Luxury Apartments che non era troppo lontano dal mare ad un prezzo di 1130€ in due per 10 notti (leggete bene le condizioni di ogni camera perchè c’è sempre circa il 14% da aggiungere di tasse di servizio) peró c’erano sistemazioni anche molto più economiche di questa. Il nostro appartamento era fantastico, grande, dotato di ogni comfort e i proprietari gentilissimi e disponibili per ogni necessitá. Si trovava anche a 5 minuti da uno dei supermercati più grandi dell’isola, il Super Food, quindi comodissimo.

L’unica altra spesa grande è stata quella per il noleggio dell’auto, fondamentale per girare l’isola in autonomia, noi l’abbiamo noleggiata dai proprietari del nostro appartamento e per 10 giorni ci è costata 420 dollari compresa di assicurazione.

Vi consiglio di scaricare la mappa di Aruba dall’APP di Google Maps in modo da avere il navigatore per girare senza bisogno di internet. E prima di partire ricordatevi di stipulare un’assicurazione di viaggio che è fondamentale perché all’estero le cure mediche costano davvero tantissimo, noi l’abbiamo fatta con Axa (non posso giudicare come sia in caso di necessità perché per fortuna non ne abbiamo avuto bisogno).

APP utile per il viaggio:  

Il turismo é fondamentale per l’isola e lo si può notare già dalle targhe delle auto, in cui è presente lo slogan “One happy island” oltre al sito ufficiale aruba.com

PRIMO GIORNO

Il nostro viaggio nell’isola felice è iniziato dalla spiaggia più turistica: Palm Beach. Si tratta della spiaggia di fronte ai mega resort e per questo motivo é la più affollata nonché la più costosa (abbiamo speso 45 dollari per un ombrellone e due lettini). Nonostante questo è da vedere, le palme ne delimitano i confini ed è uno spettacolo soprattutto al tramonto. Consiglio una protezione solare molto alta perché le temperature arrivano a livelli molto elevati, ma il vento piacevolissimo, che soffia costantemente sull’isola, non fa percepire il rischio di ustione.

Per pranzo abbiamo mangiato uno yogurt con la frutta da Eduardo’s Beach Shack scoperto grazie ad Instagram:

SECONDO GIORNO

Il secondo giorno abbiamo sfruttato il fatto di riuscire ad alzarci all’alba facilmente, grazie al jet lag, e siamo andati all’Hotel Renaissance per provare ad essere tra i primi 20 a comprare l’ingresso alla loro isola privata dove si trovano i fenicotteri. Ogni giorno infatti alle 6.30 di mattina inizia a formarsi la coda perché la biglietteria apre alle 7 e solo i primi 20 (che non sono ospiti dell’hotel) possono acquistare un biglietto per raggiungere l’isola privata. L’unico altro modo per poter raggiungere l’isola è acquistare una notte in hotel perché gli ospiti del Renaissance hanno la possibilità di raggiungere l’isola privata quando desiderano.

Il biglietto è caro, costa 125 dollari a persona e comprende il trasporto con un motoscafo fino all’isola e il pranzo in un ristorante lì. La spiaggia dei fenicotteri è riservata agli adulti ma c’è un’ora in cui possono entrare anche i bambini a vederli. Noi abbiamo preferito la spiaggia delle iguane che era molto più grande e tranquilla (c’era solo un’iguana ma lontana dalla spiaggia e dai lettini).

Questo slideshow richiede JavaScript.

TERZO GIORNO

Il terzo giorno è iniziato con una colazione a base di pancakes fantastici da Linda’s Dutch Pancakes

Ed è continuato alla scoperta della spiaggia di Eagle Beach, una delle più famose e grandi di Aruba. Davvero bellissima, poco attrezzata, enorme e con dei colori fantastici. Proprio su questa spiaggia si trovano i famosi alberi Divi Divi piegati dal vento, simbolo di Aruba.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Mentre nel tardo pomeriggio abbiamo visitato un po’ il centro di Oranjestad:

Questo slideshow richiede JavaScript.

QUARTO GIORNO

Il giorno dopo siamo andati a visitare la Alto Vista Chapel, che si raggiunge in macchina guidando su stradine davvero scenografiche con croci bianche che ti accompagnano fino all’arrivo e cactus in ogni angolo.

Poi siamo andati a vedere un po’ di spiagge diverse in macchina, partendo dalla visita del faro California a nord dell’isola, scendendo lungo la costa abbiamo visto Arashi Beach (spesso lì si vedono le tartarughe) e ci siamo fermati a fare un po’ di snorkeling a Malmok Beach.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Poi siamo andati a visitare la fabbrica di aloe, che è una delle risorse principali dell’isola, e la sera abbiamo mangiato delle costine pazzesche da Smokey Joe’s:

 

QUINTO E SESTO GIORNO

Il quinto giorno ci siamo goduti una giornata di relax puro in spiaggia a Eagle Beach fino al tramonto. Mentre il sesto giorno siamo andati a esplorare il centro dell’isola partendo dalla formazione rocciosa Casibari.

Abbiamo poi pranzato da Zeerover, un ristorantino economico fantastico in cui ti cucinano il pesce appena pescato! 

Il pomeriggio siamo andati a Mangel Halto: una delle più belle spiagge di tutta l’isola. Particolari la lingua di sabbia senza rocce nel mare che forma una passerella e le mangrovie. L’acqua é bassa quindi è adatta anche a famiglie con bambini!

Questo slideshow richiede JavaScript.

SETTIMO GIORNO

Il settimo giorno abbiamo visitato la cittadina di San Nicolas, famosa per i magnifici murales che adornano ogni muro. A parte la street art, abbiamo trovato un paese davvero deserto e desolato!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Da San Nicolas abbiamo raggiunto la spiaggia di Baby beach, molto frequentata dagli abitanti del luogo con i bambini, ma sinceramente l’abbiamo trovata caotica e all’orizzonte si vedeva una raffineria di petrolio abbandonata.

Gli ultimi giorni siamo tornati nelle spiagge che ci avevano colpito di più: Palm beach, Mangel Halto e l’isola privata dell’hotel Renaissance.

Come ultima cosa vorrei consigliare il ristorante Salt&Pepper a Palm Beach, molto buono e location super particolare grazie ad una collezione immensa di statuine di sale e pepe!

Di questo viaggio ci resteranno per sempre nel cuore i tramonti pazzeschi sul mare, le lunghe spiagge bianche deserte e il mare trasparente!

Qui trovate il video della nostra vacanza:

 

Dieci giorni a Maiorca

Dopo il giro della Spagna fatto l’anno scorso in macchina, quest’anno abbiamo preferito il relax in un’isola: Maiorca.

Periodo: 30 luglio – 8 agosto 2017

Abbiamo prenotato un hotel Riu (sempre una garanzia per quanto mi riguarda), il Riu San Francisco, con la formula mezza pensione e il volo con Easyjet. Per i primi due giorni siamo stati fortunatissimi, la nostra camera non era pronta e ci hanno dato una suite vista mare fantastica, mentre il resto della vacanza avevamo una camera standard senza vista mare e non abbiamo chiuso occhio per il rumore dei locali sulla strada!

El Arenal, la zona dell’hotel, è fuori Palma, ma ha un bel lungo mare pieno di negozietti e locali, la spiaggia e il mare sono belli, l’unica nota dolente è che si tratta della zona dei tedeschi, il che vuol dire birrerie e ubriachi ovunque di notte. Addirittura le insegne e le pubblicità erano in tedesco, ci sembrava di essere tornati all’Oktoberfest di Monaco (unica differenza: nel Megapark, la gigantesca birreria della zona, sui tavoloni avevano aggiunto delle cubiste mezze nude)!

Il primo giorno abbiamo optato per il relax nella spiaggia davanti all’hotel (El Arenal), con pranzo al Chiringuito Beach House, molto carino.

Il secondo giorno abbiamo visitato Palma, che ci è piaciuta molto sia per i vicoli caratteristici sia per i maestosi monumenti:

  • La cattedrale di Palma di Maiorca  
  • Il Palazzo de l’Almudaina (la residenza del re di Spagna quando si trova sull’isola) 
  • La Llotja che un tempo era la sede della borsa 

Mentre per i giorni successivi abbiamo noleggiato una Opel Corsa con Europcar vicino al nostro hotel (ci siamo trovati benissimo) e abbiamo iniziato l’esplorazione dell’isola! Questa è la mappa che avevo creato prima di partire con alcuni punti di interesse da visitare:

Abbiamo iniziato dal nord con la Playa de Alcudia, una bellissima spiaggia bianca (per arrivarci abbiamo fatto una mini tappa ad Inca, ma non ne valeva assolutamente la pena):

Dopo qualche ora di relax siamo tornati verso Palma, facendo tappa a Valldemossa una cittadina veramente caratteristica:

Nel caso vi sembrasse una buona idea andare a vedere Port de Valldemossa, NON FATELO!! Per raggiungere il mare dal paese c’è una strada di tornanti stretta e ripidissima e non ne vale davvero la pena. Vi dico solo che Seb, dopo una fatica immane per rifare tutti i tornanti al contrario, si è fatto il segno della croce per essere riuscito a sopravvivere all’impresa!! 

Abbiamo dedicato due giorni interi alla spiaggia più bella dell’isola: Es Trenc. Consiglio di arrivare lì massimo alle 9 di mattina per trovare parcheggio facilmente e per vedere la spiaggia non affollata; meglio arrivare dal lato di Ses Covetes rispetto a Ses Salines perchè la zona di Ses Covetes è più attrezzata con bar e supermarket. Noi abbiamo pranzato al Bar Esperanza, veramente bello!  

Gli altri giorni abbiamo visto la spiaggia di S’Amarador:

E Cala Mesquida dove siamo stati sfortunati, il mare era talmente mosso da non riuscire ad entrarci, ma c’erano dei bellissimi gazebi con materassi a 15 euro al giorno (stesso prezzo dei due lettini classici con l’ombrellone):

Qui trovate il video della nostra vacanza, spero vi piaccia! Al prossimo viaggio

Consigli per l’Oktoberfest

Dopo i racconti dei miei genitori su tutti gli anni passati all’Oktoberfest di Monaco di Baviera a bere birra e divertirsi, mi è venuta la curiosità di andarci nonostante io sia praticamente astemia.

OktoberfestOktoberfest Homer

 

Quindi, convinti il mio ragazzo ed un nostro amico (non che ci fosse molto da convincere ad andare ad una festa della birra!), prenotati i biglietti una settimana prima con Easyjet e l’hotel con Booking (Vi Vadi Hotel Bayer 89 molto bello e comodissimo per l’Oktoberfest), siamo partiti alla volta di Monaco!

Non essendoci mai stati abbiamo commesso degli errori che sicuramente la prossima volta non faremo quindi ecco i nostri consigli per vivere al meglio l’esperienza dell’Oktoberfest:

  1. il primo consiglio che mi sento di dare è quello di NON ANDARE NEI WEEKEND nè il 3 ottobre che è festa nazionale. Noi ci siamo stati di venerdì e prima delle 16/17 non era molto affollato, ma verso sera e soprattutto il sabato tutte le strade di Monaco erano invase da persone che si dirigevano verso l’entrata dell’Oktoberfest. Oktoberfest
  2. NON ASPETTATE LA SERA PER ENTRARE NEI TENDONI. La birra viene servita solo nei 14 tendoni e solo se si è seduti ai tavoli, peccato che trovare un posto già dalle 17/18 sia impossibile, quindi conviene andare nei tendoni dalla mattina per il pranzo oppure dalle 14/15 per rimanere seduti fino alla sera o anche per bere solo nel pomeriggio. Noi purtroppo non siamo riusciti a sederci in nessun tendone provando ad entrare alle 18,  ma la prossima volta non faremo lo stesso errore!  Oktoberfest
  3. Vivete al massimo l’esperienza dell’Oktoberfest vestendovi con i vestiti tipici bavaresi: il dirndl per le donne e il lederhosen per gli uomini. Lì a Monaco troverete diverse varietà di questi costumi, alcune economiche e altre meno, ma vale davvero la pena indossarli visto che ora è un’usanza anche tra i turisti e non più solo una tradizione bavarese. Donne mi raccomando attente a dove legate il grembiule del vostro dirndl perchè a seconda della posizione del nodo, il significato è diverso: il nodo a sinistra significa single, quello a destra sposata/fidanzata, quello davanti centrale che siete vergini e centrale sulla schiena vedove! Dirndl
  4. Prendetevi del tempo per visitare il bellissimo lunapark (soprattutto al tramonto quando pian piano si accendono le luci di tutte le attrazioni) e assaggiate i cibi tipici locali nelle varie bancarelle. Oktoberfest
  5. Non portate zainetti, sacche, borse troppo grosse perchè non vi faranno entrare! E niente carte di credito perchè all’interno dell’Oktoberfest accettano solo contanti.
  6. Monaco non è solo Oktoberfest, se potete andate almeno due giorni in modo da riuscire a visitare anche la città. Molto bello il giardino inglese in cui troverete una birreria all’aperto sotto una pagoda cinese!

Ed ecco il minivideo dei nostri due giorni a Monaco! Se avete domande, curiosità, lasciatemi un commento 🙂

Giro della Spagna in auto ad agosto!

Dove andare con 18 giorni di vacanza ad agosto senza spendere uno sproposito? Io e il mio ragazzo Seb quest’anno abbiamo optato per la Spagna! Entrambi adoriamo visitare posti nuovi, oltre a stare spiaggiati in riva al mare, quindi abbiamo deciso di partire in auto in modo da vedere più città possibili.

200

Partendo da Milano, abbiamo scelto le tappe in modo da non dover guidare più di 5/6 ore di fila a tratta: Google MyMaps è stato fondamentale per riuscire a organizzare tutto e questa è la cartina riassuntiva del nostro viaggio on the road:

Spain on the road

Periodo: 1-18 agosto 2016 con partenza da Milano. circa 5000 km da percorrere!

Spesa totale: circa 1500 € a testa, compresi di hotel, spese auto, pranzi e cene fuori e shopping!

Tappe + hotel (per prenotare gli hotel abbiamo utilizzato Booking con formula di cancellazione gratuita fino a pochi giorni prima della partenza e pagamento direttamente in struttura):

Per scegliere gli hotel abbiamo selezionato due filtri fondamentali: l’aria condizionata (perché la temperatura in Spagna ad agosto sale oltre i 40°C) e il parcheggio (perché sulle varie guide avevo letto che nelle città spagnole i parcheggi hanno spesso una sosta massima consentita di sole due ore!).

Comida. Questa probabilmente è la parola che racchiude meglio tutto il nostro viaggio: il cibo! Infatti, oltre ad esplorare i magnifici e caratteristici paesi spagnoli, ci siamo fatti una cultura gastronomica tra pulpi alla gallega, baccalà cotti in ogni modo, tapas e pintxos (che poi sono la stessa cosa), paelle e fideuà (paella fatta con la pasta al posto del riso)! Grazie al cielo siamo riusciti a non ingrassare di 20 kg dal momento che ogni giorno macinavamo anche 15/20 km a piedi. Ma iniziamo dal principio, cioè esattamente 5100 km fa.


1ª tappa ∼ ARLES

Siamo arrivati ad Arles nel pomeriggio e, lasciate le valigie in hotel, abbiamo subito iniziato a girovagare per i vicoli del centro. Non consiglio questo hotel per più di una notte, è in posizione centrale, ma la stanza era mini, l’aria condizionata sparata sulla faccia e spegnendola bisognava per forza aprire la finestra che dava su una piazza chiassosa = non abbiamo dormito per niente. Arles è molto carina, si gira velocemente in una giornata e sembra molto più spagnola che francese nonostante la posizione. Infatti nel centro è presente un’arena per le corride e nei ristoranti si mangia la carne di toro! Abbiamo scelto di spezzare il viaggio per arrivare in Spagna in questa cittadina anche perché, da laureata in storia dell’arte, non potevo perdermi i luoghi dipinti da Van Gogh: esiste proprio un itinerario da seguire per vedere tutti gli scorci protagonisti dei suoi dipinti.


2ª tappa ∼ FIGUERES

Per vedere qualcosa di particolare, eccentrico, stralunato e scandaloso, insomma qualcosa di surreale, cosa potevamo scegliere se non la città natale di Salvador Dalí?! Dal momento in cui siamo arrivati in hotel abbiamo capito subito che l’atmosfera surreale andava ben oltre le mura del famoso Museo di Dalí, infatti il nostro hotel era forse il più strano (o trash a detta di Seb) mai visto! In ogni caso hotel perfetto e comodissimo per visitare la città, ha anche una terrazza da cui si può ammirare la vista del museo.

Avendo solo un pomeriggio per visitare tutto, ci siamo fiondati, come prima cosa, a visitare il museo [qui trovate tutte le info pratiche]. Il museo sorge sui resti del teatro cittadino, distrutto durante la guerra civile spagnola: il sindaco di Figueres e lo stesso Dalí decisero di ricostruirlo con la funzione di museo dedicato al più celebre cittadino della città. Già dall’esterno si intuisce che questo museo è diverso da qualunque altro visto in precedenza:

La sera finalmente tapas! Abbiamo scelto Tony’s Bar nella piazzetta vicino al museo e siamo rimasti super soddisfatti:Tony's Bar


3ª tappa ∼ VALENCIA

La mattina dopo siamo ripartiti alla volta di Valencia, dove finalmente ci saremmo fermati 3 notti! Gli hotel NH sono sempre una garanzia ed il nostro era proprio di fronte alla Città delle Arti e delle Scienze, quindi il primo giorno ne abbiamo approfittato subito per andare a vedere l’Oceanografico, il più grande parco marino in Europa [qui trovate tutte le info pratiche]. Molto scenografico il tunnel trasparente che fa passare direttamente attraverso la vasca degli squali!

Il secondo giorno a Valencia abbiamo deciso di concederci un po’ di meritato relax sulla spiaggia di Valencia (Playa de la Malvarrosa) e per il pranzo, scappando dai ristoranti accalappia turisti sul lungo mare, grazie a Tripadvisor abbiamo trovato un posto davvero caratteristico: la Bodega La Pascuala, dove abbiamo mangiato un mega panino spendendo davvero pochissimo! Mentre la sera abbiamo fatto un giretto nella città vecchia e mangiato la fideuà (mi raccomando se passate a Valencia non potete non mangiare il suo piatto tradizionale per eccellenza cioè la paella) .

Il terzo giorno purtroppo abbiamo dovuto visitare la città vecchia sotto la pioggia riparandoci di tanto in tanto nel fantastico Mercado Central, tra prosciutti, profumi e colori (come il fucsia dei frutti in foto che si chiamano frutti del drago o pitaya). Nel pomeriggio fortunatamente è uscito il sole e siamo andati a vedere il Bioparc (molto bello perchè gli animali sono molto più liberi rispetto ai normali zoo).


4ª tappa ∼ ALMERIA

Almeria è molto carina, è il tipico paesino sul mare, noi l’abbiamo scelta come tappa perchè girovagando sul web avevamo visto le foto di una spiaggia paradisiaca chiamata Playa de los Muertos a pochi km di distanza. Purtroppo non si è rivelata così paradisiaca: ci siamo arrivati di domenica quindi era veramente pienissima di gente, inoltre per arrivarci bisognava fare 20 minuti di camminata ripida in mezzo ai sassi in discesa all’andata e in salita al ritorno (conviene portarsi scarpe da ginnastica) e come se non bastasse le onde del mare erano altissime tanto da essere impossibile fare il bagno. Sicuramente andando fuori stagione farà tutt’altra impressione, quindi se volete andarci cercate di evitare agosto!


5ª tappa ∼ TARIFA

Premetto che avremmo voluto prendere l’hotel direttamente a Tarifa, ma i prezzi erano alti e abbiamo preferito optare per Algeciras a mezzora di distanza. Nel tragitto da Almeria a Algeciras abbiamo fatto una minisosta a Benalmádena per visitare il Castillo de Colomaresma purtroppo siamo arrivati alle 13.30 mentre stava chiudendo e avrebbe riaperto alle 17! Quindi ci siamo dovuti  accontentare di fare una foto da fuori:

Castillo de Colomares

L’hotel di Algeciras penso sia stato il peggiore di tutta la vacanza, la stanza era grande, ma la pulizia lasciava a desiderare, in più su Booking c’era scritto che ogni stanza aveva un bel balcone vista mare, invece alcune stanze (come ovviamente la nostra) davano sulla strada. Il primo giorno siamo arrivati di pomeriggio e la scelta era tra andare a Gibilterra o fare un pomeriggio in più di mare andando già a Tarifa. Abbiamo scelto Tarifa, ma quel pomeriggio il vento era talmente forte da non riuscire a stare in piedi e la sabbia faceva malissimo, addirittura non c’era nessuno a fare kitesurf a causa delle raffiche troppo potenti. Ne abbiamo approfittato per comprare souvenir e fare un giro nella città vecchia, davvero bellissima. La sera abbiamo mangiato carne al ristorante Vaca loca in centro, un po’ caro ma ottimo.

Il secondo giorno per fortuna il vento è stato più clemente e abbiamo fatto una giornata di mare a Playa de los Lances visitando due chiringuiti: a pranzo un panino al Chiringuito Agua e tardo pomeriggio a bere qualcosa al Chiringuito Carbones 13. La spiaggia era spettacolare, lunghissima, con pochissima gente che prendeva il sole e tantissima che faceva kitesurf. La sera abbiamo mangiato le tapas più buone di tutta la vacanza in giro per la Spagna al ristorante La Burla, soprattutto il baccalà con pomodoro e olive era ottimo, torneremmo a Tarifa solo per mangiare di nuovo lì!


6ª tappa ∼ SIVIGLIA

Siamo concordi nel dire che Siviglia è stata la città più bella di tutto il viaggio, nonostante il caldo allucinante, nonostante non ci fosse il mare, ci abbiamo lasciato il cuore. Ci è piaciuto tutto, a partire dall’hotel molto caratteristico dal momento che era la casa di un maestro di flamenco. Abbiamo girovagato senza mappa attraverso i vicoli del Barrio de Santa Cruz, abbiamo sudato, abbiamo visitato Plaza de España (una delle piazze più belle che io abbia mai visto), abbiamo sudato, siamo saliti sul Metropol Parasol, più comunemente conosciuto come Las Setas (cioè i funghi), che è la più grande struttura in legno del mondo da cui si può vedere Siviglia dall’alto e abbiamo sudato davvero un sacco!! jdNon siamo riusciti a vedere la cattedrale per la troppa coda e stavamo per perderci anche l’Alcázar, ma andando un’ora prima della chiusura siamo riusciti a entrare subito e abbiamo corso per ammirarla il più possibile (consiglio di comprare i biglietti online per evitare le lunghissime code sotto il sole). Piccola curiosità: nella quinta stagione del Trono di spade, Siviglia è Dorne e l’Alcázar, con i suoi fantastici giardini, rappresenta il Palazzo Martell.

Questo slideshow richiede JavaScript.


7ª tappa ∼ MADRID

Probabilmente abbiamo sbagliato a inserire una città come Madrid dopo Siviglia, ma purtroppo entrambi l’abbiamo vissuta negativamente. La prima impressione è stata quella di una città esattamente come Milano, l’hotel era in centro, molto comodo e bello, ma su Booking avevano scritto parcheggio nelle vicinanze senza specificare che fosse quello della stazione a più di 37 euro al giorno quindi abbiamo buttato via 75 euro già solo per lasciare lì la macchina due notti. Eravamo a due passi dal Museo del Prado e dal Reina Sofia, abbiamo visitato entrambi, ma dopo essere stati al Louvre di Parigi probabilmente avevamo aspettative alte e non ne siamo rimasti entusiasti; non si possono neanche fare foto dentro questi musei, cosa che invece ad esempio al Louvre si può fare. Un punto a favore va invece per il tour dello stadio del Real Madrid, il Santiago Bernabéu, un po’ costoso, ma vale la pena farlo sia se siete appassionati di calcio sia se siete fidanzate innamorate disposte a accompagnare il vostro lui attraverso trofei e spogliatoi! Un’altra cosa che ci è piaciuta di Madrid è il Parco del Retiro con all’interno lo scenografico Palazzo di Cristallo, sede di esposizioni gratuite di arte contemporanea.


8ª tappa ∼ BILBAO

Bilbao ci ha dato da subito l’impressione di un paese dei cartoni animati, nel video del viaggio infatti la chiamiamo Topolinia, perchè l’autobus si chiamava Bilbobus, lo sportello bancomat Bilbocash, il noleggio bici Bilbobike, una piazza Biribila e così via! Appena arrivati siamo andati a vedere il famoso Museo Guggenheim, davvero bellissimo anche per chi non è appassionato d’arte. Già all’esterno ci sono opere magnifiche come il famoso Puppy di Jeff Koons e il mega ragno Maman di Louise Bourgeois. [qui le info pratiche]

Il secondo giorno era ferragosto e siamo andati al mare a San Sebastián…mai scelta fu più sbagliata di questa! Avevamo visto foto bellissime del golfo con la spiaggia di San Sebastian e quando siamo arrivati era pieno zeppo di gente da non riuscire a trovare un buco per sdraiarsi! San Sebastian


9ª e 10ª tappa ∼ TOULOUSE e AIX-EN-PROVENCE

Su Toulouse non ho niente da dire, le ore di auto iniziavano a farsi sentire e dopo aver comprato qualcosa per cena in un Carrefour market davanti al nostro appartamento non ci siamo più mossi da lì. Il giorno dopo invece abbiamo girato Aix-en-provence che si è rivelata molto carina e il profumo di lavanda ci ha accompagnato per tutto il tour nei vicoli della città!


Questo è stato il nostro viaggio, faticoso, ma unico! Abbiamo visto moltissimi posti nuovi, abbiamo assaggiato i cibi più disparati e non vediamo già l’ora di ripartire per una nuova avventura! Fateci sapere con un commento se anche voi avete in programma un viaggio del genere o se ne avete già fatto uno anche in un altro stato!

raw

Qui trovate il video della nostra vacanza:

 

 

Un giorno a Berlino

Sono stata un weekend a Berlino qualche mese fa per lavoro e avevo un solo giorno a disposizione per girare la città. Quindi ho creato un elenco dei luoghi di interesse fondamentali da vedere (secondo me) se siete di passaggio a Berlino per un solo giorno!

Berlino

  • Alexanderplatz con la famosa torre della televisione (Fernsehturm) e l’orologio del tempo del mondo:Alexanderplatz
  • Duomo di Berlino: Duomo di Berlino
  • La porta di Brandeburgo, considerata il simbolo di Berlino: Porta di Brandeburgo
  • Il palazzo del Reichstag, cioè la sede del parlamento di Berlino. Se avete più di un giorno a disposizione, vi consiglio un tour della cupola che è gratuito, ma da prenotare! Parlamento Berlino

    Cupola Parlamento

    Foto non mia

  • L’isola dei musei (Museumsinsel), chiamata così per il gran numero di musei che si trovano nell’area. Se avete tempo di vederne uno solo, vi consiglio il Pergamon MuseumViolinista all'isola dei musei

    Berlin_-_Pergamonmuseum_-_Altar_01

    Pergamon Museum – Photo by Lestath (Jan Mehlich)

  • Vedere il dente cariato, il rossetto e il portacipria! Questi sono i soprannomi dati dagli abitanti di Berlino rispettivamente alla chiesa Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche bombardata durante la seconda guerra mondiale, alla nuova chiesa e al nuovo campanile. Guardando la forma di questi edifici capirete il perché di questi soprannomi:

    Berlino-Kaiser-Wilhelm-Memorial-Church

    Foto non mia

  • Vedere i graffiti su ciò che rimane del muro di Berlino all’East Side GalleryIl bacio tra Leonid Il'ič Brežnev ed Erich Honecker
  • Infine per la sera consiglio di vedere Potsdamer Platz, è il nuovo quartiere residenziale e commerciale e rappresenta la nuova Berlino:

    Forum Tower, Kollhoff-Tower, BahnTower

    Forum Tower, Kollhoff-Tower, BahnTower – Foto di Tuxyso

10 cose imperdibili da fare nello Yucatan!

Ecco la mia personalissima lista di 10 cose imperdibili da fare nella penisola dello Yucatan!

  1. Visitare Chichén Itzá, il complesso archeologico maya considerato una delle sette meraviglie del mondo moderno. Ogni anno, nel giorno dell’equinozio di primavera e dell’equinozio di autunno, il sole crea un’illusione ottica per cui sembra che un serpente salga o discenda lungo le scale della piramide del tempio di Kukulkan, chiamato anche El Castillo.

    Chichén Itzá

    El Castillo – Chichén Itzá

  2. Tuffarsi in un Cenote. Io vi consiglio Ik Kil, che è quello in cui ci siamo tuffati noi ed è stata un’esperienza incredibile. Ha un diametro di 60 metri e una profondità di 40m (cosa che ho scoperto solo ora scrivendo questo post e probabilmente se l’avessi saputo prima non avrei avuto il coraggio di tuffarmi!!)

    Cenote Ik Kil

    Cenote Ik Kil

  3. Visitare il parco Xcaretadatto a adulti e bambini. Un’avventura fantastica che vi porterà in mezzo a animali che scorrazzano liberi per il parco, farfalle di ogni forma e colore, e che vi permetterà di camminare letteralmente sott’acqua in mezzo a tartarughe marine e razze.

    Xcaret Park

    Xcaret Park

  4. Passare una serata al Coco Bongo di Cancun, reso celebre dal film The Mask. Ogni sera fanno tantissimi spettacoli, potrete vedere Elvis, i Queen, passando attraverso il carnevale di Rio e i Pirati dei Caraibi. Trovate alcuni spezzoni degli spettacoli nel video alla fine di questo articolo! giphy

    Coco Bongo

    Coco Bongo in Cancun

  5. Visitare le rovine di Tulum a strapiombo su un mare cristallino e una bellissima spiaggia bianca. Noi purtroppo siamo stati sfortunati perché siamo andati in un periodo in cui tutta la riviera maya era invasa dalle alghe e quindi non abbiamo visto la spiaggia bianca ma solo alghe ovunque!!
    Tulum

    Tulum

    Photo by Bjørn Christian Tørrissen

  6. Visitare e fotografare Izamal, la suggestiva “città gialla”.

    izamal

    Izamal

  7. Nuotare con le tartarughe marine ad Akumal. Tartaruga marina
  8. Girare Isla Mujeres a bordo di un golf cart e poi rilassarsi a Playa Norte, la spiaggia più bella di tutta l’isola!isla mujeresIMG_0114 2
  9. Passare una giornata al parco avventura Xplor per chi ha voglia di adrenalina!! 

    Xplor

    Xplor Park

  10. Fare immersioni nelle cinque barriere coralline dell’isola Cozumel. 
    Cozumel

    Cozumel

    Photo by www.visitmexico.com

Noi purtroppo in 10 giorni siamo riusciti a fare solo 7 cose su 10, ma almeno abbiamo una scusa per tornare in quel paradiso! E voi quali di queste cose avete fatto nel vostro viaggio nello Yucatan? Quali altre cose inserireste in questo elenco? Fatecelo sapere con un commento! Qui invece trovate il video del nostro viaggio.

Una settimana a Fuerteventura

Quando andare a Fuerteventura? Le Canarie sono in una posizione praticamente perfetta per quanto riguarda il meteo, godono di temperature primaverili per tutto l’anno, ma secondo me i mesi migliori per andare a Fuerteventura sono settembre e ottobre. In questi mesi infatti il vento forte dà tregua ai turisti e la temperatura raggiunge vette molto alte.

Mi limiterò a parlare del nord dell’isola non avendo avuto il tempo di visitare anche il sud! Se si hanno le possibilità, il mio consiglio per quanto riguarda l’hotel è di scegliere il Riu Oliva Beach Resort in formula all inclusive proprio sulla spiaggia delle dune di Corralejo (una delle spiagge più belle di tutta l’isola). Se invece scegliete un qualunque altro hotel dell’isola, la tappa alle dune di Corralejo è d’obbligo!

dune di Corralejo dune di Corralejo

Vi consiglio di noleggiare un’auto per girare l’isola, le strade sono poche e ci sono molte indicazioni, non farete fatica a raggiungere ciò che vorrete visitare (evitate l’off road con le auto a noleggio perchè l’assicurazione non comprende le strade non asfaltate).

La prima tappa potrebbe essere Corralejo, città molto carina ideale per lo shopping con negozietti anche molto caratteristici perfetti per comprare un po’ di souvenir.

Proseguendo verso El Cotillo potrete vedere il faro e la Torre del Tostòn.

Faro El Toston Torre Tostòn

Nel tragitto dal faro alla torre non perdetevi la Playa de la Concha (sempre a El Cotillo), una delle spiagge più belle che abbia mai visto! Sabbia chiarissima e mare trasparente:

Playa de la Concha

Troverete un ristorante italiano (Azzurro – http://www.azzurro.es/ita/index.html) proprio di fronte a questa spiaggia (e soprattutto un caffè italiano!).

Molto caratteristica da visitare passando in macchina la cittadina di La Oliva:

La Oliva

Lungo il tragitto da La Oliva verso il sud dell’isola potrete fermarvi a fotografare la montagna di Tindaya, anticamente considerata un luogo sacro:

Tindaya

Non perdetevi poi l’escursione in quad nel nord dell’isola,

Quad

ma soprattutto l’escursione con Fuertecharter (http://www.fuertecharter.com/) per visitare l’Isla de Lobos (costa 55 euro a persona ma ne vale davvero la pena! Chiedete alla reception del vostro hotel per prenotare oppure in centro a Corralejo. Prenotatela il più presto possibile perchè i posti finiscono in fretta). Verranno a prendervi direttamente al vostro hotel e, partendo in catamarano da Corralejo, vi porteranno all’isla de Lobos. L’escursione comprende bibite a volontà, musica, foto anche subacquee durante tutta la gita (comprese nel prezzo); in più vi faranno fare tantissimi sport acquatici, tuffi nell’oceano, bagni in mezzo ai pesci e molto altro. Vi garantisco paesaggi da cartolina:

Isla de LobosIsla de Lobos Isla de Lobos

Qui potete trovare il video del nostro viaggio!

Tre giorni a Londra

Itinerario full immersion per vedere il maggior numero di cose a Londra avendo a disposizione solo tre giorni!

PRIMO GIORNO

Da dove iniziare se non dalla zona centrale e dal simbolo di Londra? Il Palazzo di Westminster e la torre del Big Ben (fermata della metropolitana Westminster), attraversando poi il ponte potrete raggiungere facilmente la ruota panoramica di Londra (London Eye).

big-ben

Se vi piace camminare, seguendo il corso del Tamigi, arriverete al Globe, ricostruzione del famoso teatro di Shakespeare, e alla Tate Modern, museo di arte moderna gratuito (tutti i musei di Londra sono gratuiti, quindi consiglio di entrare a fare anche solo un giro veloce nei principali perchè ne vale la pena!). Da qui potrete vedere, e raggiungere, il Tower Bridge e visitare il museo della Torre di Londra.

Alzando un po’ lo sguardo noterete un palazzo altissimo a forma di scheggia: si tratta dello Shard, il più alto grattacielo dell’Unione Europea progettato da Renzo Piano e inaugurato nel 2012. Salire al 72esimo piano non è propriamente economico, ma la vista è mozzafiato! Per vedere ugualmente questo panorama, ma senza spendere uno sproposito, vi consiglio di prenotare una colazione o un tè pomeridiano nel ristorante Aquashard che si trova al 32esimo piano sempre di questo grattacielo! [sito per prenotare: http://www.aquashard.co.uk/ ]

vista-dallo-shard

Obbligatoria poi una visita anche veloce nel famoso Harrods (fermata della metropolitana Knightsbridge)!

SECONDO GIORNO

Se vi piace visitare chiese e cattedrali, oppure amate l’architettura degli edifici religiosi, vi consiglio una visita alla Saint Paul Cathedral (il prezzo del biglietto è abbastanza alto, ma vale la pena almeno vederla dall’esterno).

Saint Paul's Cathedral

Per gli amanti della saga di Harry Potter invece una tappa fondamentale è la stazione ferroviaria di King’s cross dove potrete fare la foto al binario 9 3/4 con la sciarpa di Grifondoro, Serpeverde, Tassorosso oppure Corvonero!

Binario 9 3/4

Nel caso siate proprio appassionati, potrete andare a visitare gli studi della Warner Bros. dove sono stati girati i film. Vi avverto però che si trova un po’ fuori Londra e il prezzo del biglietto è di ben 30 £ (circa 36 €)! [http://www.wbstudiotour.co.uk/en/tickets/individuals]

Vi consiglio poi di visitare il caratteristico mercato di Camden Town e di entrare nel negozio “Cyberdog” in cui troverete luce soffusa, musica da discoteca e un sacco di vestiti e accessori fluo in vendita!

Camden Town

Se andate per l’ora di pranzo, assaggiate il tipico piatto di Fish&Chips da Poppies, un locale in stile anni ’50. [indirizzo: 30 Hawley Crescent, Camden Town]

Poppies

Per finire proporrei una visita al British Museum e/o un po’ di shopping in Oxford Street.

TERZO GIORNO

In mattinata potrete andare a vedere il cambio della guardia a Buckingham Palace e fare una passeggiata nel parco di St James, pieno di scoiattoli!

St James Park

Se capitate di sabato a Londra non potete non visitare il caratteristico mercato di antiquariato/vintage di Portobello in zona Notting Hill.

Poi potreste andare a vedere il famoso museo delle cere di Madame Tussauds, oppure, se l’India vi affascina, andare a visitare un tempio indiano poco conosciuto: Shri Swaminarayan Mandir.

Shri Swaminarayan Mandir

Per finire proporrei una visita alla National Gallery.

National Gallery

 

Angoli particolari e segreti di Parigi

Se avete già visto i principali luoghi turistici di Parigi, di cui vi ho parlato qui, siete pronti per scoprire i luoghi meno conosciuti e più particolari di questa meravigliosa città!

  • Nascosto agli sguardi di coloro che vagano caoticamente tra i negozi di rue de Rivoli, ha riaperto i battenti lo storico ritrovo artistico parigino al numero 59 Qui il link del sito  Si tratta di un palazzo su sei piani occupato interamente da artisti di ogni genere, l’entrata è libera tutti i giorni dalle 13 alle 20 tranne il lunedì, se siete interessati fate un salto e scoprirete qualcosa di unico in un luogo inaspettato. Io sono stata letteralmente attirata all’interno da bolle di sapone che uscivano da una finestra del palazzo!

Questo slideshow richiede JavaScript.

  • Il Muro dell’Amore. Incurabili romantici, se avete tempo e voglia, potete andare a vedere quest’opera di 10 metri per 4, realizzata da Frédéric Baron con la collaborazione di Claire Kito. Troverete scritto “Ti amo” in 311 lingue diverse! Si trova in square Jean Rictus, fermata della metro Abesses. 
  • Restando sullo stesso genere potrete trovare anche il Muro della Pace realizzato dall’artista Clara Halter e dall’architetto Jean Michel Wilmotte. Lo trovate sugli Champs de Mars di fronte alla Tour Eiffel, fermata della metro école militaire.

    Questo slideshow richiede JavaScript.

  • Un museo molto bello, ma meno visitato rispetto al Louvre, al Musée d’Orsay e al Centre Pompidou, è il Museo Rodin. Magari il nome non vi dirà niente, ma non potete non aver mai sentito parlare della sua famosissima scultura “Il Pensatore”. Scegliete un giorno di sole per visitare questo museo perchè la parte più bella è il giardino in cui troverete appunto Il Pensatore, la Porta dell’Inferno e altre opere magnifiche.  Qui trovate tutte le info pratiche

    Questo slideshow richiede JavaScript.

  • La Chiesa della Madeleine, in perfetto stile neoclassico, vi colpirà sicuramente se la incrocerete passeggiando. Si trova vicino a Place de la Concorde (la piazza della ruota panoramica per intenderci) e di conseguenza accanto agli Champs-Élysées. Fermata della metro: Madeleine (linee Paris m 8 jms.svg, Paris m 12 jms.svg e Paris m 14 jms.svg).

    Questo slideshow richiede JavaScript.

  • Io e Sebastian l’ultima volta che siamo stati a Parigi abbiamo perso ore come dei bambini a giocare nel cortile del Palais Royal dove si trova l’opera dell’artista concettuale Buren: l’opera si intitola “Les Deux Plateaux”, ma è meglio conosciuta come “Le colonne di Buren“. L’opera è composta da 260 colonne ottagonali, a strisce bianche e nere e di altezze diverse. Sono state causa di molte polemiche per il contrasto con le colonne classiche del Palais Royal. Indirizzo: 8 Rue de Montpensier, 75001 Paris Metro: Palais Royal – Musée du Louvre

    Questo slideshow richiede JavaScript.

  • La statua della Libertà! No, non sono pazza, esiste davvero la statua della libertà a Parigi, anzi per essere precisi le statue della libertà, in miniatura, a Parigi sono ben due! Una si trova nei giardini del Lussemburgo. L’altra, più grande, si trova su un’isola sulla Senna ed è rivolta ad ovest verso l’originale di New York. 
  • Il Pantheon di Parigi non è sicuramente una delle opere poco turistiche o famose di Parigi, ma la inserisco qui semplicemente perchè non ne avevo parlato nell’itinerario di tre giorni a Parigi. Progettato sul modello del Pantheon di Roma, contiene al suo interno, tra le altre cose, una riproduzione del pendolo di Foucault.

    Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Tre giorni a Parigi

Riuscire a fare una selezione dei luoghi più belli di Parigi è sempre difficile. Secondo me l’itinerario perfetto per tre giorni a Parigi è questo (portatevi scarpe comode perchè ci sarà da camminare!):

PRIMO GIORNO

Dedicherei la mattina del primo giorno al Louvre, tappa obbligatoria a Parigi anche per chi non è amante dei musei. Preparatevi prima un itinerario mentale delle opere che preferite vedere perchè il Louvre è talmente grande che occorrono giorni per visitarlo interamente! Aperto tutti i giorni, tranne il martedì, qui trovate gli orari, la mappa e tutte le informazioni utili in italiano: Informazioni utili sul Louvre    Nel caso ci sia una coda lunghissima all’ingresso, non lasciatevi intimidire e utilizzate una delle entrate secondarie meno conosciute del Louvre! Nel link trovate gli indirizzi degli altri ingressi, vi consiglio l’entrata dalla Galerie du Carrousel così passerete anche davanti al punto dove si incrociano le due piramidi (chi ha letto il Codice da Vinci capirà subito a cosa mi riferisco!)louvre

Per il pomeriggio consiglio una passeggiata sugli Champs-Élysées.  Nel caso ci sia bel tempo, e abbiate voglia di camminare, potrete raggiungerli direttamente dal Louvre passando attraverso il giardino delle Tuileries fino alla ruota panoramica di Place de la Concorde, punto di partenza degli Champs-Élysées che potrete attraversare fino all’Arco di Trionfo.  Nel caso siate stanchi di camminare dopo il Louvre potrete raggiungere direttamente l’arco in metro scendendo alla fermata Charles de Gaulle – Étoile. 

Dopo il tramonto vi consiglio di raggiungere la Tour Montparnasse, salendo al 59° piano si ha la vista su tutta Parigi illuminata con al centro la Tour Eiffel. Io considero questo il posto più romantico di Parigi! Se volete potete anche prenotare una cena nel ristorante della torre e cenare con la vista su Parigi. La visita costa 14 euro per gli adulti, 11 per i ragazzi dai 16 ai 20 anni e per gli studenti; comunque nel sito trovate tutti i prezzi e gli orari sia per le visite sia per le cene:  Tour Montparnasse

Vista da Montparnasse

SECONDO GIORNO

La mattina consiglio di salire a Montmartre a vedere la basilica del Sacré-Cœur e da lì camminare fino al Moulin Rouge (sconsiglio di andare di sera nella zona di Pigalle dove si trova il Moulin Rouge!).

Da lì potete raggiungere l’Opéra di Parigi (chiamata anche Palais Garnier) , consiglio di entrare a visitarla perchè è davvero magnifica! Il soffitto circolare in foto è stato dipinto da Chagall.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Per le amanti dello shopping, accanto all’Opéra trovate i grandi magazzini Galeries Lafayette. Piccolo suggerimento: dal piano più alto dei grandi magazzini potete trovare una bellissima vista su tutta la città.

Il pomeriggio lo dedicherei alla Tour Eiffel, consiglio di scendere alla fermata Trocadéro, girato l’angolo vi troverete davanti alla torre e potrete scendere attraverso una scalinata e camminare fin sotto la Tour.

Da lì se siete interessati partono spesso dei battelli che fanno fare il giro sulla Senna mostrando tutti i monumenti principali di Parigi; è possibile anche prenotare una cena sul battello. La compagnia più famosa è quella dei Bateaux Mouches.

TERZO GIORNO

La mattina del terzo giorno vi consiglio di andare a vedere la cattedrale di Notre-Dame, non fatevi scoraggiare dalla coda all’ingresso perchè è molto rapida! Potete visitare l’interno e, nel caso abbiate voglia (e resistenza!) di fare 378 gradini di una scala a chiocciola, salire sulle torri a vedere Parigi dall’alto e i famosi gargoyle.

Notre Dame

Se siete interessati all’arte poi vi consiglio il Musée d’Orsay, famoso per i capolavori dell’Impressionismo contenuti al suo interno e per il fatto di essere stato costruito in una vecchia stazione ferroviaria. Se invece preferite l’arte contemporanea, non potete non andare al Centre Pompidou. Centre Pompidou

Infine se vi manca un po’ l’aria italiana, non potete perdervi la pizza napoletana da Pink Mamma: location stra instagrammabile e pizza super!!

Se vi avanza del tempo o state più giorni, date un’occhiata al post sui luoghi particolari e segreti di Parigi!


By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close