Costa Azzurra on the road

A causa della pandemia, quest’estate abbiamo organizzato le vacanze all’ultimo (un mese e mezzo prima di partire), compresa la scelta della meta, di conseguenza ci siamo dovuti adeguare ai pochi hotel rimasti disponibili per le due settimane centrali d’agosto e abbiamo speso più del solito. Siamo stati in balìa del cambio continuo delle regole, abbiamo avuto costi imprevisti, ma alla fine siamo riusciti a passare due settimane visitando e rilassandoci (14km a piedi al giorno!) come piace a noi! Abbiamo viaggiato in auto in modo da essere autonomi e decidere ogni spostamento direttamente lì. 

Periodo: 5-20 Agosto con partenza da Milano. 

Tappe + hotel (per prenotare gli hotel abbiamo utilizzato Booking con formula di cancellazione gratuita fino a pochi giorni prima della partenza visto il periodo):

Come sempre allego la cartina di Mymaps con cui avevamo organizzato tutti i punti di interesse da vedere (non siamo riusciti a vederli tutti questa volta!):                                                                                                 

Nel nostro account Instagram @perfectlyimperfecttrips, trovate tutti i video del viaggio nelle storie in evidenza!


1ª TAPPA ∼ MENTON

La nostra prima tappa è stata Menton. Abbiamo soggiornato all’Hotel Palm Garavan, molto carino direttamente sul mare, ideale per un soggiorno breve di 1/2 notti. Menton è molto caratteristica con delle case colorate che affacciano sul mare, ideale anche per un weekend fuori porta visto che è a sole 3 ore da Milano. Super instagrammabile la scalinata gialla che porta alla Basilica di San Michele Arcangelo e davvero particolare l’architettura del Museo Jean Cocteau, nonostante l’interno non fosse visitabile, valeva la pena vederlo anche solo dall’esterno. 

Tra tutti i ristoranti provati, quello che ci è piaciuto di più è il ristorante italiano Cote Sud:


2ª TAPPA ∼ MONTE CARLO

Il giorno dopo volevamo iniziare la giornata con una foto super instagrammabile, con vista dall’alto su tutta la costa, dal famoso promontorio Tête de Chien, purtroppo però, dopo averlo raggiunto con mille curve e una bella scarpinata in salita, eravamo avvolti dalla nebbia…quindi fatica sprecata, non si vedeva nulla! Ci siamo rimessi in auto e abbiamo raggiunto Monte Carlo, che ci ha colpito per la maestosità e l’ostentazione tra supercar, yacht e boutique di lusso. Da vedere l’interno del famoso Casinò perchè è davvero particolare: l’ingresso costa 17€ ma 10€ vengono restituiti in un buono per le slot machine o per un cocktail. 

Molto carino anche il Giardino Giapponese con tantissime varietà di carpe da scovare nel laghetto. 


3ª TAPPA ∼ NIZZA

Il terzo giorno siamo partiti verso Villefranche-sur-mer che abbiamo tenuto come base per visitare Nizza, Èze e la stessa Villefranche-sur-mer.

Molto carino l’hotel che abbiamo scelto: Hotel La Villa Patricia, si trovava in una posizione ottima, vicinissimo a una fermata di autobus, così abbiamo evitato di utilizzare l’auto per qualche giorno e pagare parcheggi nelle varie città. Non avevamo scelto anche la colazione compresa, ma abbiamo cambiato idea quando la mattina abbiamo sentito il profumo dei croissant…vi consiglio di inserirla nella prenotazione! Super abbondante e con marmellate fatte in casa, davvero ottima.

Dopo aver lasciato le valigie in hotel, come prima cosa siamo andati a Nizza e abbiamo fatto la card per i musei “Nice Museum Pass” dal momento che l’ingresso a un solo museo costava 10€ mentre con il pass per 72 ore era compreso l’ingresso a tutti i musei municipali per 15€ a persona (MAMAC, Charles Nègre Museum of Photography, Matisse Museum, Jules Chéret Museum of Fine Arts, Anatole Jakovsky Naive Art Museum, Massena Museum, Palais Lascaris, Nice/Cimiez Archeology Museum, Museum of Prehistory of Terra Amata, Museum of Natural History, Prieuré du Vieux-Logis). Scegliete bene in che giorno fare il pass anche a seconda dei giorni di chiusura dei musei che volete visitare.

Il primo museo che abbiamo visitato è stato quello di arte moderna e contemporanea: il MAMAC.

Proprio accanto al MAMAC, abbiamo visto la particolarissima Tête Carrée: una “testa quadrata” alta 30 metri e larga 14, si tratta di un monumento-scultura non accessibile al pubblico che accoglie gli uffici della Biblioteca Municipale Louis Nucéra. Per concludere la giornata abbiamo poi passeggiato fino a Place Massena, una piazza molto particolare e instagrammabile con eleganti palazzi ad arcate, pavimento a scacchi e delle statue dell’artista spagnolo Jaume Plensa.

Il giorno dopo, abbiamo iniziato la giornata tornando in autobus a Nizza per concludere la visita della città. Partenza dal famosissimo mercato di Cours Saleya: si vendono fiori e prodotti locali, ma la particolarità è data anche dalle tende delle bancarelle tutte colorate a righe.

Passeggiando poi lungo la famosa Promenade des Anglais, che costeggia il mare, abbiamo raggiungo il maestoso Hotel Le Negresco: inaugurato nel 1913, negli anni ha ospitato personaggi illustri come Salvador Dalì, la Principessa Grace di Monaco, i Beatles, Louis Armstrong, Elton John. Anche all’interno ci sono opere d’arte incredibili, sembra di essere in un museo e per questo motivo abbiamo deciso di fare una pausa con cappuccino e Coca cola solo per poter ammirare l’interno.

Proprio accanto all’hotel, prima di pranzare all’Hard Rock, abbiamo visitato il museo di Villa Massena che era compreso nel nostro pass:

Nel primo pomeriggio abbiamo raggiunto la Chiesa russa ortodossa di San Nicola, veramente bella, l’abbiamo vista solo dall’esterno perchè era in corso un matrimonio.

Abbiamo concluso la giornata tornando verso l’hotel e visitando Villefranche-sur-mer, super caratteristica con le case tutte colorate direttamente sul porto. Ottima anche la cena: abbiamo mangiato una pizza italianissima al ristorante Marechiaro.


4ª TAPPA ∼ SAINT-JEAN-CAP-FERRAT & ÈZE

Il giorno successivo siamo andati a visitare la maestosa Villa Ephrussi De RothSchild a Saint-Jean-Cap-Ferrat (vicinissimo al nostro hotel di Villefranche). Davvero bellissima sia la visita interna della villa sia quella esterna dei numerosi giardini tematici. Si passa da un giardino esotico a uno spagnolo, da uno giapponese a uno fiorentino ecc. e vale la pena già solo passeggiare gustandosi la magnifica vista mare (nelle storie in evidenza sulla nostra pagina Instagram @perfectlyimperfecttrips potete trovare i video completi di tutti i giardini oltre che di tutto il resto del viaggio).

Dopo aver passato tutta la mattinata nella villa, abbiamo preso un autobus per raggiungere Èze e visitare il suo famoso giardino esotico. Pazzesco, ma non fate la cavolata di andarci all’ora di pranzo come abbiamo fatto noi!


5ª TAPPA ∼ ANTIBES & CANNES

La mattina successiva siamo ripartiti alla volta di Antibes che ci ha piacevolmente colpito per il bel centro storico. Abbiamo passato tutto il pomeriggio solo a girovagare nelle viette della città, mentre la mattina dopo abbiamo preso il treno per andare a Cannes. Abbiamo preferito non utilizzare l’auto per evitare il traffico di metà agosto e non pagare parcheggi. La stazione dei treni era comodissima di fronte al nostro hotel e la durata del tragitto era di soli 15 minuti. Cannes sinceramente però non ci ha entusiasmato, molto costruita, belle le vie dello shopping di alta moda, meno bella la coda assurda per fare una foto sul famoso red carpet.

Sconsolati dal giro a Cannes che non ci ha lasciato niente, siamo tornati ad Antibes e abbiamo cenato in una creperia molto buona: La creperie du port.

I giorni successivi li abbiamo passati in relax in spiaggia e siamo andati anche a visitare un centro commerciale all’aperto molto carino in un giorno in cui il tempo non era dei migliori: il Polygone Riviera. Mi raccomando se avete in programma di andare in Costa Azzurra ad agosto prenotate i lidi in anticipo perchè noi abbiamo perso molte ore per trovare un lido con disponibilità e alla fine ne abbiamo trovati solo molto costosi e con il pranzo obbligatorio (anche questo molto costoso, esempio un’insalatona 23€).


6ª TAPPA ∼ SAINTE-MAXIME & SAINT-TROPEZ

Questa è stata una delle nostre tappe preferite, soprattutto per quanto riguarda Saint-Tropez di cui ci siamo innamorati. Avendo l’hotel a Sainte-Maxime, abbiamo utilizzato il traghetto (Bateauxverts) per raggiungere Saint-Tropez, molto comodo con viaggi ogni 15 minuti per tutto il giorno.

Da questa zona in poi abbiamo trovato spiagge molto più belle e comode rispetto a quelle incontrate nella prima parte del viaggio, nelle prime tappe infatti i lidi erano molto piccoli, con spiagge strette e tutti i lettini appiccicati. Ci siamo trovati molto bene invece nei lidi “Plage Le 44” e “Tiki beach Ramatuelle“:


7ª TAPPA ∼ HYÈRES & ISOLA DI PORQUEROLLES

Raggiunta la nostra tappa successiva, Hyères, ci siamo diretti subito verso la Villa Noailles che avevamo in programma di visitare.

Abbiamo concluso la giornata visitando la città, mentre il giorno successivo siamo partiti prestissimo per andare a visitare l’isola Porquerolles per la quale avevamo grandissime aspettative. In realtà siamo stati un po’ sfortunati, a causa di vasti incendi in quel periodo, solo dopo aver acquistato il biglietto ci hanno comunicato che solo due spiagge dell’isola erano visitabili. Oltretutto l’isola è visitabile solo in bici, ma bisogna essere allenati perchè raggiungere alcune spiagge, tra salite e discese sotto il sole, è una vera fatica! In sostanza non abbiamo fatto neanche un bagno! Per quel giorno le uniche due spiagge disponibili erano affollatissime, ma abbiamo comunque salvato la giornata visitando la bellissima Fondation Carmignac che si trova sull’isola. Un luogo d’arte visitabile solo a piedi scalzi, davvero molto suggestivo.


8ª TAPPA ∼ SAINT-PAUL DE VENCE

Infine, sul tragitto del ritorno, abbiamo fatto una capatina a Saint-Paul de Vence che avevamo in teoria in programma all’andata, ma che non eravamo riusciti a visitare a causa del maltempo. Ci è sembrata molto carina e ci dispiace non essere riusciti a visitare anche Grasse che era a poca distanza. Sarà la scusa per tornare di nuovo in Costa Azzurra e visitare altre città! Degna di nota anche la Fondazione Maeght a Saint-Paul de Vence:

I luoghi più “instagrammabili” di New York

  • FLATIRON BUILDING: il famoso “ferro da stiro” è un palazzo tipico per una perfetta foto newyorkese
  • Da una finestra del TOP OF THE ROCK si può fare una foto con vista sull’Empire State Building
  • Non è New York senza Statua della Libertà!
  • DUMBO cioè Down Under the Manhattan Bridge Overpass (Sotto il Manhattan Bridge) è una zona di Brooklyn e questo scorcio è famosissimo: meglio andare molto presto per non trovare troppe persone e soprattutto bisogna stare attenti alle auto perchè non è una via pedonale.
  • A little Italy vicino al Caffè Roma si trova il famoso graffito raffigurante Audrey Hepburn, perfetto per una foto instagrammabile.
  • Percorrendo la High Line, il parco lineare realizzato su una sezione in disuso della ferrovia, si trova questa finestra che dà sulla strada.
  • Il Vessel è una nuova struttura architettonica a forma di alveare che permette di salire a vedere la vista su New York, sempre se non avete problemi a fare scalini su scalini per arrivare in alto! Noi ci siamo accontentati di una foto da sotto.
  • Spostandoci a Coney Island si trova Nathan’s Famous che è una istituzione in fatto in hot dog.
  • Sempre a Coney Island non si può non fare una foto con la ruota del famoso parco giochi

I luoghi più “instagrammabili” di Venezia

Siete sempre alla ricerca della foto perfetta come me? Allora gustatevi questo post sui luoghi più “instagrammabili” di Venezia e dintorni!

  • PONTE DI RIALTO 

Il Ponte di Rialto è uno dei luoghi più famosi di Venezia quindi una foto lì non può mancare! Sia da un lato che dall’altro ha punti per fare delle foto molto “instagrammabili” come questi che ho scelto io: da un lato una balaustra su cui sedersi o affacciarsi e dall’altro un angolo nascosto in cui riuscirete a fare una foto senza turisti con anche le famose paline (i pali da ormeggio) a righe colorate!

  • LIBRERIA ACQUA ALTA

La libreria Acqua Alta è la libreria più famosa di Venezia, e probabilmente una delle più famose di tutta Italia, al suo interno si trovano gondole che straripano di libri e punti per delle foto perfette come questi due in cui potrete sedervi su una scala fatta di libri o ammirare un canale veneziano sfogliando un libro (o un Topolino come nel mio caso!). Potete anche sedervi sulla gondola armeggiata davanti a questa apertura, io ho evitato per il mal di mare!! Armatevi di pazienza perchè la coda per entrare a fare una foto è molto lunga e possibilmente acquistate un libro!

  • SCALA CONTARINI DEL BOVOLO 

Per avere una prospettiva particolare su Venezia non potete non salire sulla Scala Contarini del Bovolo, noi purtroppo non siamo riusciti a salire perchè bisognava prenotare in anticipo online e il giorno stesso era tutto pieno! Quindi non fate lo stesso nostro errore e prenotate qui i biglietti almeno il giorno prima: Clicca qui per i biglietti

  • PIAZZA SAN MARCO

Uno dei luoghi più famosi di Venezia è sicuramente Piazza San Marco, in cui fare una foto senza turisti sarà difficilissimo a meno che non vi alziate all’alba! Potreste utilizzare come sfondo anche i bellissimi lampioni rosa.

  • PONTE CHIODO

Si tratta di uno dei pochi ponti senza balaustre, non è propriamente in centro quindi dovrete cercarlo. Ci sono molte foto da cui prendere ispirazione su Instagram ad esempio di coppie sedute insieme sul bordo.

  • DIETRO L’HOTEL MOISÉ

Questo è uno scorcio bellissimo che senza Instagram non avrei mai trovato! Seguite le indicazioni per l’Hotel Moisè e troverete sulla sinistra questo angolino bellissimo, aspettate che passi una gondola per scattare una foto perfetta.

  • IL PONTE DEI SOSPIRI

Il ponte dei Sospiri è uno dei più celebri di Venezia, si dice che il suo nome derivi dal sospiro fatto dal prigioniero che, uscendo dal tribunale di Palazzo, oltrepassa il canale attraversando il ponte per raggiungere la cella nella quale sconterà la pena e può appena intravedere, attraverso le piccole finestre, la laguna.

  • I GIARDINI REALI DI VENEZIA

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Prima di quest’ultimo viaggio non avevo mai sentito parlare dei Giardini Reali di Venezia, eppure si trovano proprio accanto a Piazza San Marco! Molto carini per fare una pausa al bar che si trova all’interno e per fare qualche foto nel verde.

  • UN QUALUNQUE CANALE DI VENEZIA!

Oggettivamente qualunque canale di Venezia con il passaggio di una gondola permette di fare uno scatto perfetto!

  • BURANO 

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So che non si tratta propriamente di Venezia, ma a distanza di soli 30/40 minuti di battello si può raggiungere facilmente Burano in cui ogni angolo è instagrammabile! Avevo dedicato un post del blog interamente al viaggio in giornata a Burano e lo trovate CLICCANDO QUI

 

Un giorno a Mantova

Dove andare in giornata per una gita fuori porta da Milano? L’anno scorso siamo stati in Liguria a mangiare una buonissima focaccia a Camogli, un’altra volta a Sirmione sul lago e, alcuni mesi fa, abbiamo passato una bellissima giornata a Mantova.

Stupidamente non l’avevamo mai considerata come meta papabile e invece ci siamo dovuti ricredere, è una città molto bella e soprattutto piena di cultura, non per niente fa parte dei Patrimoni mondiali dell’UNESCO insieme a Sabbioneta. Per alcuni versi sembra una città ferma nel tempo, come si può vedere da queste immagini:

Abbiamo iniziato la visita da Palazzo Te, in cui si può ammirare la bravura di Giulio Romano, migliore allievo di Raffaello. Per tutte le info pratiche su orari, tariffe, e come raggiungere Palazzo Te, cliccate qui! Stupenda la Camera dei Giganti, ma così come tutte le monumentali sale di questo palazzo, vi verrà il torcicollo a furia di guardare in alto per trovare ogni piccolo particolare nascosto!

Finita la visita al Palazzo Te, abbiamo camminato verso il centro della città, abbiamo ammirato l’architettura di chiese e porticati e ci siamo diretti al Castello di San Giorgio, dove si trova l’opera forse più famosa di Mantova: la Camera degli Sposi dipinta da Mantegna. Il biglietto si fa a Palazzo Ducale e comprende la visita delle sezioni museali di Corte Vecchia e Castello di San Giorgio (con Camera degli sposi) e del Museo Archeologico Nazionale. INFO QUI

Controllate bene gli orari di apertura di ogni sezione perchè una parte è visitabile solo prima di pranzo e un’altra nel pomeriggio, quindi quando arrivate alla biglietteria chiedete bene tutto!

Per pranzo abbiamo mangiato salumi e formaggi nella Drogheria che ho postato a inizio articolo:

Nel pomeriggio poi abbiamo visitato il Museo Archeologico compreso nel biglietto e ci ha molto colpito l’abbraccio di questi due scheletri:

Purtroppo non siamo stati lì nel periodo di fioritura dei fiori di loto che riempiono il lago Superiore, ma se andate a luglio/agosto informatevi perchè dev’essere uno spettacolo! In ogni caso vale la pena andare a visitare questa città in qualunque periodo dell’anno, e anche se non siete amanti dell’arte, perchè vi perderete nei vicoli storici e a guardare ogni bottega. Se poi avete tempo, visitate anche la città di Sabbioneta per vedere il famoso Teatro Olimpico.

Weekend a Copenhagen

Da qualche anno avevamo in mente di visitare Copenhagen, soprattutto dopo i racconti entusiastici della nostra amica Greta che ha vissuto lì due anni mentre frequentava un corso di laurea magistrale.

L’occasione di partire è arrivata quest’autunno, così non ci abbiamo pensato due volte e abbiamo prenotato la nostra solita sfacchinata di due giorni con partenza alle 6 di mattina e ritorno a mezzanotte per avere due giorni pieni per visitare la città!
Compagnia aerea del volo: Easyjet
Hotel: Citizenm Copenhagen Rådhuspladsen –> ci troviamo sempre bene in questa catena, l’avevamo già provata a Londra e New York e anche qui non ci ha deluso. Le camere sono sempre piccoline, ma super confortevoli e tecnologiche; questa volta abbiamo preso anche la colazione nonostante il costo folle perchè era servita all’ultimo piano dell’hotel con una splendida vista sulla piazza. L’hotel è in posizione centralissima e con la nuova metro circolare proprio di fronte, quindi è un perfetto punto di partenza per vedere tutta la città avendo solo due giorni.

Copenhagen è una città di per sè molto cara, ad esempio per due caffè espressi da Starbucks abbiamo speso 7 euro! Per risparmiare sui mezzi abbiamo acquistato online prima di partire il City Pass valido due giorni al costo di circa 20 euro a testa e comprensivo di viaggi illimitati su tutti i mezzi di trasporto, compreso il tragitto da e verso l’aeroporto e i traghetti! Considerando che un solo biglietto della metro costava 2€ circa, questo pass è stato utilissimo. Siamo rimasti piacevolmente sconvolti dal fatto che non ci fossero tornelli per entrare in metropolitana nè alcun tipo di controllo, ma tutti si comportavano in modo onestissimo e so che questa dovrebbe essere una cosa normale neanche da notare, ma purtroppo in Italia ci siamo abituati ai “furbetti” e un metodo del genere sarebbe impossibile anche solo da pensare.

Se andate in una stagione calda, consiglio di noleggiare una bicicletta per visitare la città perché le piste ciclabili sono più larghe dei marciapiedi e portano ovunque, a piedi invece fate attenzione a non camminarci sopra perché vi travolgerebbero insultandovi!!


PRIMO GIORNO
Subito dopo aver lasciato in hotel le valigie, ci siamo diretti verso il parco Superkilen nel quartiere Nørrebro. Ci aspettavamo fosse molto più grande dalle numerose foto viste online, ma è comunque carino per fare qualche foto artistica particolare grazie alle sue linee famose.
Dopo qualche foto siamo tornati nel centro della città, in particolare al porto Nyhavn: uno dei luoghi più belli e caratteristici di Copenhagen.

Continuando a camminare lungo il porto abbiamo raggiunto il Palazzo di Amalienborg, residenza dei reali danesi, e la Frederiks Kirke (meglio conosciuta come Marmorkirken) una delle chiese della città. Poi abbiamo preso la metro e abbiamo raggiunto il quartiere di Vesterbro per fare il brunch da Mad&Kaffe.

Dopo esserci rifocillati, abbiamo continuato la nostra camminata raggiungendo il Diamante Nero, cioè la biblioteca reale di Danimarca, per vedere la sua caratteristica struttura e, attraversato il canale, siamo andati a visitare la controversa Christiania, quartiere parzialmente autogovernato al cui interno c’è la libera circolazione di droghe leggere.

Abbiamo concluso la giornata visitando i Giardini di Tivoli, il famoso parco divertimenti nel centro di Copenhagen, tutto addobbato per Halloween nel weekend in cui siamo andati e devo dire che ci è piaciuto veramente molto. Consiglio di andare al tramonto in modo da vedere anche tutte le attrazioni illuminate appena scende il buio.

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Per cena abbiamo scelto l’Hard Rock Cafè proprio di fronte a Tivoli e a due passi dal nostro hotel.


SECONDO GIORNO

La mattina del secondo giorno siamo andati a vedere il simbolo per eccellenza di Copenhagen: la famosa Sirenetta, protagonista delle fiabe di Andersen. Pochi sanno però che a poca distanza si trova anche una Sirenetta geneticamente modificata. Siamo andati da una all’altra con i comodissimi monopattini elettrici sparsi per tutta la città, divertentissimi!

A pochi passi dalla sirenetta si trova la bellissima Fontana di Gefion e il Kastellet, un’antica fortificazione militare caratterizzata da casette rosse.

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Da lì abbiamo preso il traghetto (compreso nel nostro pass) per lo street food market Reffen, che credo sia una delle cose che ci è piaciuta maggiormente di tutta la città! Peccato averlo visto in autunno perchè sicuramente in estate merita ancora di più.

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Purtroppo il nostro viaggio di soli due giorni si è interrotto qui perchè siamo dovuti tornare in hotel a recuperare le valigie per andare in aeroporto! Tra l’altro l’aeroporto di Copenhagen credo sia uno dei più belli mai visti, con tantissimi negozi, stavamo addirittura per perdere il volo perchè eravamo presi a fare shopping!🤣

Se volete rivivere questo viaggio con noi, ecco qui il video:

Una settimana a New York

7 giorni, 103 km a piedi, tante immagini nella mente che ricordano film e una miriade di schifezze mangiate con la scusa di fare tanto movimento, così inizia il racconto della nostra settimana a New York!

Periodo: 16-23 agosto 2019
Compagnia per il volo: Emirates (forse la migliore su cui abbia mai viaggiato)
Hotel prenotato con Booking: Citizenm New York Bowery —> catena in cui andiamo spesso, ci troviamo bene, molto giovanile e tecnologica, ma camere minuscole! Questo in particolare non si trovava in una bellissima zona, perchè c’erano moltissimi senzatetto in giro, ma per il resto molto comodo per visitare tutta la città.


Documenti necessari per il viaggio:

  • Passaporto
  • ESTA (si richiede qui e costa 14 dollari a persona)

Documenti non necessari, ma fortemente consigliati:

  • Assicurazione di viaggio (noi l’abbiamo fatta con Axa, ma per fortuna non ne abbiamo avuto bisogno quindi non posso giudicare)
  • Scegliere un pass per le attrazioni in modo da spendere meno e saltare le file per i biglietti! Ce ne sono vari, noi abbiamo preferito fare il Build your own (in cui si scelgono già le attrazioni che si vogliono fare) perchè avevamo le idee chiare, ma ce ne sono altri che costano un po’ di più in cui si pagano in generale tot attrazioni e poi si sceglie lì al momento quali visitare. Noi abbiamo inserito nel pass: tour del Madison Square Garden, tour dello Yankee Stadium, traghetto per la statua della libertà e Ellis Island, Museo Guggenheim, vista dal Top of the Rock e Metropolitan Museum.

Per riuscire a organizzare un itinerario perfetto serve molta pianificazione, noi abbiamo diviso la città in zone e deciso già prima di partire cosa avremmo visto ogni giorno anche considerando i giorni di chiusura di ogni attrazione. Poi lì ci si sono stravolti tutti i piani a causa meteo e giorni di partite allo Yankee Stadium e la mia organizzazione è andata a farsi friggere, ma questo è un altro discorso!

Questa è la mappa che ho creato con Google Mymaps suddivisa in attrazioni, cibo e negozi (ovviamente mancano le cose che non volevamo vedere, ad esempio il museo di storia naturale ecc quindi prendetela solo come punto di partenza per organizzare la vostra):


PRIMO GIORNO

Il primo giorno è stato quello in cui abbiamo camminato di più, ci siamo alzati presto e siamo partiti dalla zona del nostro hotel (Bowery) per raggiungere il Madison Square Garden, passando davanti al famoso Flatiron, chiamato così perchè ricorda la forma di un ferro da stiro (nella foto a destra).

Arrivati al Madison Square Garden, abbiamo prenotato il primo tour disponibile facendo vedere l’applicazione Go City Card con il nostro pass inserito e abbiamo passato poco più di un’ora ad ammirare in tutti i suoi spazi, accompagnati da una guida super appassionata, quest’arena famosa per essere teatro di partite di basket, di hockey, ma anche di concerti. Il tour è molto completo, permette di avere una visuale da ogni altezza dell’arena e mostra anche gli spogliatoi.

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Finito il tour, abbiamo pranzato con un fantastico panino di Shake Shack (il primo di una lunga serie durante la settimana!) e abbiamo continuato la nostra passeggiata fino alla maestosa New York Public Library e alla Grand Central Terminal. Immancabile una foto al Cafè Pershing Square, che riconoscerete sicuramente se avete visto il film Amici di letto con Justin Timberlake e Mila Kunis.

Poi siamo andati al Rockfeller Center a prenotare la salita sul Top of the Rock per il tramonto, sempre tramite il nostro pass. Abbiamo preferito questo rispetto a salire sull’Empire State Building per avere la vista pazzesca su New York con quest’ultimo in centro. Vista impagabile, ma la ressa dell’orario del tramonto non fa godere dell’esperienza appieno.

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Usciti dal Top of the Rock abbiamo visto da fuori il Radio City Music Hall e abbiamo avuto anche le forze di fare una scappata in Times Square a vedere la piazza illuminata a giorno dai mega schermi pubblicitari, bellissima!


SECONDO GIORNO

Il secondo giorno abbiamo iniziato il nostro giro da Hudson Yards, in particolare con il Vessel, la nuova costruzione a nido d’ape inaugurata nel marzo del 2019.

Si tratta di una struttura con 80 terrazze panoramiche e 2500 gradini per raggiungerle… l’ingresso è gratuito, basta inquadrare un QR code ai piedi dell’opera e registrarsi online per scaricare il biglietto. Noi non siamo saliti, dopo aver camminato 18 km il giorno precedente avevamo le gambe a pezzi!

Proprio da lì passa l’High Line: un parco realizzato su una parte in disuso di una ferrovia sopraelevata. L’abbiamo percorso tutto fino ad arrivare al Chelsea Market.

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Il pomeriggio invece abbiamo visitato Little Italy, cioè Mulberry Street, con una pausa merenda per assaggiare le famose mini cheesecake di Eileen’s Special Cheesecake che non ci hanno affatto deluso! E abbiamo passato un’ora a guardare ogni singola pallina in un negozio in cui è natale 365 giorni all’anno 😂.

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La sera abbiamo cenato in un ristorante messicano molto “instagrammabile”, ma piccantissimo!! Tacombi Nolita

In generale consiglio di mangiare solo nei locali che hanno la A appesa fuori perchè significa che hanno superato il controllo sanitario a sorpresa del Dipartimento di salute e di igiene di New York, considerate che subiscono questi controlli i bar, i ristoranti, ma anche i fast food come Mc Donald’s o le caffetterie come Starbucks. Qui trovate la mappa con la classificazione di tutti i ristoranti di New York, se un locale non ha appesa fuori nessuna lettera (A, B o C) e nemmeno “Grade pending” (in attesa di giudizio) vuol dire solo che non è ancora stato controllato.


TERZO GIORNO

Il terzo giorno ci siamo svegliati all’alba in modo da essere alla biglietteria per il battello per la Statua della libertà verso le 08:30. Infatti nonostante il pass, per questo tour bisogna fare la coda alla biglietteria dentro Castle Clinton e poi la coda ai controlli di sicurezza (tipo aeroporto). Per fortuna a quell’ora non c’era praticamente nessuno e siamo passati molto velocemente. Al nostro rientro dal giro verso le 12 le due code erano chilometriche!!

Il tour prevede la visita dell’isola della Statua della libertà, compreso il museo, ma non la salita sul piedistallo o sulla corona per i quali bisogna comprare un biglietto a parte moltissimi mesi prima per trovare la disponibilità. Compresa nel pass invece c’è anche la visita a Ellis Island, il punto di ingresso per tutti gli immigrati che sbarcavano negli Stati Uniti e che venivano sottoposti a vari controlli sia fisici sia mentali prima di poter ottenere, o meno, il permesso di sbarcare a Manhattan.

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Rientrati a Manhattan, abbiamo visitato la zona di Wall Street, abbiamo visto il famoso toro accerchiato da mille persone per una foto, abbiamo pranzato da Luke’s Lobster con due panini con aragosta e con polpa di granchio e ci siamo diretti verso il grande magazzino Century 21 per un po’ di shopping. Dopodichè abbiamo raggiunto il 9/11 Memorial, di cui non siamo andati a vedere il museo perchè sinceramente non me la sentivo, e abbiamo fotografato l’Oculus di Calatrava cioè un’opera architettonica con la funzione di stazione della metropolitana che comprende al suo interno anche dei negozi.

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Tornati nella zona del nostro hotel, abbiamo passeggiato tra le strade di Soho, Nolita e quelle di Chinatown.  Non perdetevi l’ingresso del locale Basement: a prima occhiata sembra un frigo della Coca-Cola, ma in realtà è la porta del bar!

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QUARTO GIORNO

Il quarto giorno abbiamo dedicato la mattinata alla visita dello Yankee Stadium, ma sul tragitto in metro abbiamo letto che saremmo passati vicino alla Columbia University e vuoi non fermarti a comprare una felpa dell’università?? Così abbiamo fatto una mini tappa nel campus! Le parole di Seb sono state: “Bellissimo! Non avrei studiato comunque, ma almeno avrei avuto un fantastico giardino per passare il tempo quando non andavo a lezione”🤦‍♀️ 
Per il tour dello Yankee Stadium invece abbiamo fatto vedere come sempre il nostro pass in biglietteria e dopo 2 minuti avevamo il biglietto d’ingresso. Non portatevi macchine fotografiche grandi o GoPro, perchè noi siamo stati costretti a pagare 20 dollari per metterle dentro un armadietto di un negozio perchè se no non ci facevano entrare! Qui trovate tutti gli oggetti che è proibito portare all’interno dello stadio. Lo stadio ha anche un Hard Rock completamente dedicato!

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Il pomeriggio abbiamo fatto un giro a Central Park, siamo tornati a vedere con più calma Times Square e abbiamo cenato al Planet Hollywood.

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QUINTO GIORNO

Il quinto giorno abbiamo iniziato la giornata con degli ottimi pancakes di Clinton St. Baking (non andate nel weekend perchè la coda è chilometrica già all’apertura la mattina) e sul tragitto abbiamo visto anche il Katz’s Delicatessen reso celebre dal film Harry ti presento Sally.

Il resto della giornata abbiamo visitato i due musei che ci eravamo prefissati di vedere: il Metropolitan Museum of Art (THE MET) e il Guggenheim. Avremmo voluto visitare anche il MoMA, ma purtroppo era in ristrutturazione in questo periodo (riaprirà il 21 ottobre 2019). Il primo ci ha davvero entusiasmato, pazzesca la parte riguardante l’Egitto con una sala con un tempio circondato dall’acqua e le mostre sugli abiti di alta moda e sulla musica rock, mentre il secondo ci è piaciuto solo per la sua struttura architettonica, ma ovviamente è un gusto artistico soggettivo! In alternativa potreste vedere il Museo di Storia Naturale, in cui hanno girato il film “Una notte al museo”. Tra un museo e l’altro abbiamo pranzato da Tal Bagels, hanno un banco con tutti gli ingredienti e scegliete voi cosa farvi inserire nel bagel, molto buono!

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Per quel giorno avevamo messo in programma anche una visita alla Color Factory, una specie di museo interattivo con i colori, se guardate le foto di Instagram vedrete che hanno una mega vasca di palline azzurre in cui si possono fare foto, oltre a varie stanze a tema riguardanti i colori, ma il prezzo di ingresso è caro e abbiamo pensato che non ne valesse la pena anche perchè eravamo davvero distrutti a fine giornata! Quindi siamo andati a mangiare una pizza da Ribalta (si sono una di quelle persone a cui manca il cibo italiano dopo pochi giorni all’estero!) e abbiamo girato un pochino una mega libreria di fronte al ristorante (Strand Book Store).


SESTO E SETTIMO GIORNO

Brooklyn è stata la meta del nostro sesto giorno a New York, abbiamo puntato la sveglia molto presto per arrivare al famoso incrocio nel quartiere DUMBO, acronimo di Down Under the Manhattan Bridge Overpass (Sotto il Manhattan Bridge), e scattare qualche foto senza mille persone in mezzo.

L’incrocio si trova tra Washington St & Water St nel caso vi interessasse! Poi ci siamo diretti al ponte di Brooklyn per fare un pezzetto della camminata pedonale che porta fino a Manhattan e, dopo qualche altra foto di rito, ci siamo diretti verso Coney Island. Noi siamo andati con Uber, ma c’è una linea della metropolitana che porta direttamente lì!

Coney Island ci è piaciuta tantissimo, da un lato l’oceano con la spiaggia e dall’altro il famoso Luna Park. Per non parlare poi devi famosissimi hot dog di Nathan’s!!

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Dopo qualche ora siamo tornati verso il ponte di Brooklyn, precisamente a Brooklyn Heights dove si trova una passeggiata perfetta per godere della vista di Manhattan dal tramonto fino all’accensione di tutte le luci dei grattacieli, che rendono il panorama mozzafiato.

Il settimo giorno invece è stato dedicato più che altro a comprare souvenir e regali da portare a casa ad amici e parenti, siamo ripassati in Times Square e abbiamo pranzato con le ottime alette di pollo di Hooters!
Se volete vedere tutte le foto del viaggio, le trovate qui sul mio profilo Facebook!

Se invece volete chiederci qualcosa, commentate pure qui sotto nel post!😊

Weekend in Toscana: Siena, Volterra e il Giardino dei tarocchi

Abitando a Milano, spesso cerchiamo destinazioni da raggiungere comodamente nel weekend, anche in auto, per passare due giorni diversi dal solito visitando qualche città mai vista. Questa volta abbiamo optato per la Toscana: entrambi avevamo già visitato Firenze e Pisa quindi abbiamo deciso di andare a Siena, prenotando due notti lì per utilizzarla anche come punto di partenza per raggiungere il Giardino dei tarocchi che si trova invece più a sud, al confine con il Lazio.

L’Hotel Garden in cui abbiamo soggiornato a Siena è molto comodo per chi si sposta in macchina, alle porte della città con un parcheggio gratuito, ma sinceramente non ci torneremmo, l’abbiamo trovato un po’ datato e le camere non sono molto insonorizzate.

Il primo giorno abbiamo passato la mattina visitando Siena, bellissimi il Duomo e Piazza del Campo. Non abbiamo programmato niente, abbiamo semplicemente passeggiato perdendoci nelle viette medievali sormontate dalle varie bandiere delle contrade. La città è davvero bella e merita una visita più approfondita rispetto a una mattinata soltanto quindi ci torneremo sicuramente per vederla meglio, consiglio di dedicarci almeno una giornata intera.

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A pranzo abbiamo mangiato in una osteria consigliataci da un’amica: Osteria Permalico, cibo ottimo, ma come in tutti i luoghi dove abbiamo mangiato in Toscana sinceramente! Ci siamo anche stupiti per tutte le recensioni positive lette su TripAdvisor sulla maggior parte dei ristoranti della città.

Subito dopo pranzo siamo partiti alla volta del Giardino dei tarocchi, che si trova a un’ora e mezza di distanza da Siena ed è aperto solo in determinati orari, consiglio di controllare il sito prima di andarci.

Ci eravamo fatti un’idea del luogo scovando qualche foto su Instagram, ma dal vivo è ancora più pazzesco: si vede l’influenza di Gaudì nella mente della scultrice in ogni scultura presente in questo giardino. All’ingresso viene dato un biglietto con una minimappa del giardino con scritti i nomi dei tarocchi rappresentati da ogni scultura ed è divertente cercarli e associare il nome alla scultura.

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Il giorno successivo invece avendo mezza giornata eravamo indecisi tra visitare velocemente San Gimignano o Volterra e alla fine abbiamo scelto quest’ultima.

Ci è piaciuta moltissimo, dal cerchio sulla strada all’ingresso di Volterra, opera di Mauro Staccioli fino alla più piccola stradina in salita della città. La vista dal borgo è davvero bellissima e vale la strada piena di tornanti per raggiungerla.

Visto che la temperatura non era propriamente estiva ci siamo concessi una bella polenta leggera leggera per pranzo in un ristorante fantastico che ci aveva conquistati già dal nome: Porgi l’altra pancia!

Dopo pranzo abbiamo girovagato ancora un po’, visto i resti del teatro romano e comprato un po’ di vino e specialità da portare a casa oltre ad alcuni souvenir in alabastro.

Sulla via del ritorno verso Milano abbiamo fatto anche una tappa velocissima solo per una foto a Livorno:

Weekend a Napoli

Per il mio compleanno abbiamo deciso di trascorrere due giorni diversi dal solito: abbiamo prenotato un weekend a Napoli super last minute… tre giorni prima della partenza! Ovviamente non siamo riusciti a contenere troppo i costi vista la prenotazione a ridosso del weekend, ma siamo stati comunque sotto i 180 euro per un Frecciarossa andata e ritorno e una notte in un B&B.

Il Bed&Breakfast che abbiamo scelto è il Regina Margherita Suite, molto comodo vicino a Piazza del Plebiscito, anche se per raggiungerlo bisogna fare un po’ di strada in salita ed è difficile trovare l’ingresso perchè si trova dentro un cortile privato e non ci sono insegne! L’ingresso è alla palazzina C, primo piano rialzato a sinistra. Ciò che si percepisce dall’esterno della struttura non rispecchia invece la bellezza delle camere, la nostra aveva una vasca idromassaggio e un bel terrazzo.

Siamo partiti con mille pregiudizi e raccomandazioni e invece ci siamo trovati molto bene, forse l’unica nota dolente è che la città è davvero sporca ed è un peccato perchè ci sono monumenti e vie davvero bellissime e basterebbe poco per tenerli più puliti. Ovviamente non ci siamo stupiti di vedere quattro persone in motorino senza casco con bambini di 4 anni o ragazzini di 12 anni alla guida di un motorino da soli perchè sapevamo cosa avremmo trovato! Tra chi passa col rosso e chi guida in contromano, consiglierei di evitare di guidare in città! E altra cosa fondamentale per la vostra sopravvivenza…se tifate Juventus, non ditelo!!!

PRIMO GIORNO

Partendo con il treno delle 6 di mattina di Milano, siamo arrivati a Napoli alle 10.30 in modo da avere due giorni pieni per visitare la città. Siamo andati subito a lasciare le valigie in hotel per iniziare il nostro tour de force (abbiamo camminato 30km in due giorni!!), Tiziana alla reception del B&B è stata gentilissima e ci ha fatto fare un check in anticipato. Abbiamo iniziato il nostro percorso da Piazza del Plebiscito e abbiamo subito assaggiato la famosa pizza fritta da Zia Esterina Sorbillo.

Dopo la pizza fritta abbiamo imboccato Via Toledo e potevamo farci scappare l’assaggio anche della pizza a portafoglio?? Non sia mai!!

Via Toledo è una delle vie principali della città, con i suoi negozi delle grandi catene internazionali delimita il confine con l’inizio dei Quartieri Spagnoli (in cui consiglio di non addentrarsi). Bellissima la galleria Umberto I e indescrivibile la fermata della metro Toledo, considerata la più bella d’Europa.

Abbiamo poi raggiunto la piazza del Gesù nuovo e abbiamo visitato la chiesa omonima e la basilica di Santa Chiara. Bellissimo il chiostro maiolicato di Santa Chiara, opera di Domenico Antonio Vaccaro del 1739.

Da lì abbiamo camminato fino alla famosa via dei presepi: Via San Gregorio Armeno. Impossibile non rimanere affascinati a guardare tutto per riconoscere ogni personaggio rappresentato in queste statuine!!

SECONDO GIORNO

Il secondo giorno abbiamo fatto un giro sul lungo mare Caracciolo, visto il Maschio Angioino e Castel dell’Ovo. Avremmo voluto raggiungere la terrazza di Sant’Antonio a Posillipo per vedere il panorama con il Vesuvio al tramonto, ma purtroppo ci aspettava il treno di ritorno per Milano.

 

I 10 luoghi più “instagrammabili” di Londra!

  • Aida Shoreditch  –> zona Shoreditch, un bar e negozio molto carino. Bellissimo il latte alla rosa anche se sinceramente il gusto non è dei migliori!
  • Coppa Club –> di fronte al Tower Bridge. Un bar e ristorante davvero particolare, peccato non aver avuto il tempo di provarlo:
  • Cereal Killer Cafe –> Zona Shoreditch/Brick Lane. Perfetto per i nostalgici anni ’90, ci sono giocattoli, videogames e musica anni ’90 e si può scegliere il tipo di cereali da mettere in una ciotola di latte da mangiare comodamente seduti su un letto, top!

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  • Bubblewrap Waffle –> Zona Chinatown. Una cialda a bolle che può contenere qualunque cosa vi possiate immaginare! Noi l’abbiamo provato con gelato alla vaniglia, Nutella e Oreo…buonissimo!
  • Neal’s Yard –> un angolo nascosto nella zona di Covent Garden pieno di case colorate:
  • Sky Garden –> un giardino pubblico ad ingresso gratuito situato all’ultimo piano di un grattacielo. Ricordatevi di prenotare la visita online in anticipo!
  • Cafe Boheme –> Zona Soho. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo di provarlo, ma le foto su Instagram sono bellissime!

    © Cafe Boheme – Instagram

  • Camden Town –> non è un segreto che tutta la zona di Camden Town sia molto bella da fotografare con le sue caratteristiche insegne!
  • Redemption Bar –> ha un graffito con due ali d’oro tra cui si può posare in modo molto angelico  

    © Redemption Bar – Instagram

  • God’s Own Junkyard –> è un negozio di insegne al neon po’ fuori Londra, ma fighissimo.

    © God’s Own Junkyard

Seconda volta a Londra

Siamo finalmente tornati a Londra dopo quattro anni per accompagnare mia mamma che invece non l’aveva mai vista. Abbiamo quindi unito la visita ai luoghi principali visti la prima volta (qui il vecchio itinerario per tre giorni a Londra) ad altri in cui non eravamo mai stati, cercando di scovare anche qualche luogo davvero particolare visto solo su Instagram!
Periodo: 17-19 marzo 2018  ∼ Volo Easyjet Milano Linate-Londra Gatwick
Hotel trovato grazie a Booking.comCitizenM London Shoreditch –> davvero particolare, adatto a ragazzi e/o a soggiorni brevi. Camere piccoline, ma silenziosissime e ultra moderne, addirittura si governa tutta la camera attraverso un Ipad! Si possono cambiare i colori delle luci della camera e ci sono tantissimi film nuovi gratuiti, alcuni dei quali anche in lingua italiana. Il personale è gentilissimo, nella hall ci sono dei computer Imac disponibili gratuitamente e le stanze hanno una finestra enorme che dà sulla città.

La zona, Shoreditch, è molto alternativa, piena di graffiti, pub e negozi particolari ed è anche facilmente raggiungibile grazie alla fermata dell’Overground (la metropolitana di superficie).


PRIMO GIORNO

Innanzitutto chi ha detto che a Londra piove sempre??!  Noi per non farci mancare nulla…abbiamo beccato addirittura la neve!😆
            
Il primo giorno, dopo aver lasciato le valigie in hotel, abbiamo deciso di iniziare i nostri giri dal centro quindi abbiamo preso la metro e siamo scesi a Westminster per vedere il Big Ben (attualmente in restauro fino al 2021) e la ruota panoramica London Eye.
Sfortunatamente la neve e il vento gelido ci hanno impedito di passeggiare per raggiungere la nostra meta successiva quindi abbiamo ripreso subito la metro in direzione Harrods per scaldarci un po’ e comprare qualche souvenir. Per il pranzo invece abbiamo scelto il quartiere Covent Garden, dove abbiamo passeggiato tra i negozi e mangiato un ottimo hamburger da Shake Shack:

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Prima di partire, curiosando su Instagram, avevamo trovato un angolino di Londra davvero particolare con case molto colorate sempre nella zona di Covent Garden: Neal’s Yard. La strada per raggiungerlo da Covent Garden è molto breve e nel tragitto ci sono palazzi bellissimi e molti negozi di collezionismo super nerd fantastici…ammetto di aver comprato un Funko Pop da aggiungere alla mia collezione!

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Poco lontano da lì si trova Chinatown, che ci ha catapultati direttamente in Cina dopo aver semplicemente girato un angolo. Bellissime le due porte che definiscono l’inizio e la fine della zona, le lanterne appese, i profumi e buonissimo il Bubblewrap Waffle cioè una cialda a bolle che contiene tutto quello che riuscite a immaginarvi! Noi l’abbiamo preso con il gelato alla vaniglia, la nutella e gli Oreo, ma potete creare tantissime combinazioni diverse. Certo, mangiare un gelato sotto la neve non è stato il massimo, ma per delle foto fighe questo e altro!!

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Poi abbiamo camminato fino all’incrocio di Piccadilly Circus famoso per i suoi led pubblicitari luminosi e abbiamo fatto un po’ di shopping in Carnaby Street.
La sera, stanchi morti dopo 14 km a piedi sotto la neve, siamo rimasti in hotel a riposare.


SECONDO GIORNO

Il secondo giorno ci siamo alzati presto per andare a fare colazione da Cereal Killer Cafe, il paradiso per i nostalgici degli anni ’90. Tutto il bar è circondato da giocattoli, videogiochi, videocassette, tutto rigorosamente anni ’90.
Hanno tutti i tipi di cereali esistenti e potete scegliere con che tipo di latte mangiarli, seduti su comodi letti! In alternativa potete anche farci merenda con delle cioccolate calde spaziali.

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Dopo di che ci siamo diretti verso Camden Town che ci affascina sempre molto ogni volta che ci torniamo! Bellissimi i negozi con le insegne enormi create a seconda dell’argomento del negozio: un dragone per il ristorante cinese, un elefante per il negozio indiano ecc. Guardate le foto per capire cosa intendo!  Tappa obbligatoria anche da Cyberdogun negozio con luci al neon di abbigliamento e accessori futuristici e fluo con musica altissima e cubiste!

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A pranzo tappa obbligata da Poppie’s a mangiare Fish&Chips e poi metropolitana verso Portobello Road e Notting Hill per vedere il quartiere residenziale famoso per le case colorate. La sera invece abbiamo cenato all’Hard Rock Cafe.


TERZO GIORNO

Prima di partire abbiamo prenotato online una visita allo Sky Garden (l’ingresso è gratuito, ma bisogna prenotare online la visita), si tratta di un giardino pubblico all’ultimo piano di un grattacielo a 150m di altezza con vista a 360° di tutta la città! In cima si trovano anche alcuni bar e un elegantissimo ristorante; davvero bellissimo, peccato che per il vento gelido e la neve non ci abbiano fatto uscire sulla terrazza panoramica.

Poi abbiamo camminato fino al Tower Bridge per fare qualche foto e abbiamo fotografato un bellissimo bar di cui vi parlerò nel mio post sui dieci luoghi più instagrammabili di Londra:

Per pranzo abbiamo mangiato un’ottima pizza in una pizzeria romana nella zona delle università, Pizza Union, e girovagando a piedi abbiamo scoperto un mercato coperto super hipster: Old Spitalfields Market.

Purtroppo il nostro viaggio si è concluso qui, ma non vediamo già l’ora di tornare a Londra! Se poi siete Instagram addicted come me, non potete perdervi il mio post sui 10 luoghi più “instagrammabili” di Londra!

Se volete rivivere questo viaggio con noi, ecco qui il video:

 

 

Città e spiagge da visitare in Puglia

Ripensando ai vari viaggi fatti mi è tornata in mente la bellissima estate in Puglia, in particolare in Salento. Non dimenticherò mai i paesaggi mozzafiato visti lì, il mare trasparente, il divertimento e il cibo ottimo. Sebastian si è trovato talmente bene che, tornati da lì, ha continuato a dire a tutti per mesi di essere salentino (cosa ovviamente non vera)!!

La Puglia è piena di città davvero bellissime, alcune di queste sono ancora nella mia bucket list come Polignano a Mare, ma quelle che abbiamo visitato e di cui vi parlerò ora valgono la pena di un viaggio fin lì! Noi l’abbiamo girata tutta in macchina, la distanza tra le città non è eccessiva e potete anche arrivare in aereo a Brindisi o Bari e noleggiare da lì un’auto per creare un vostro itinerario ideale tra queste città.

ALBEROBELLO

Alberobello è famosa per le sue caratteristiche abitazioni, chiamate trulli, che dal 1996 sono tutelate dall’UNESCO quali patrimonio dell’umanità. I trulli in pietra e di forma conica sono ancora abitati e i tetti sono dipinti da simboli religiosi, astrologici e di protezione contro il malocchio. Ad esempio il cuore che vedrete in una foto nella galleria qui sotto, è un simbolo della religione cristiana e rappresenta il cuore trafitto di Maria.

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OSTUNI

Ostuni è conosciuta come “la città bianca” e ha una bellissima vista sul mare. Il borgo antico, dipinto solo di bianco, sorge sul colle più alto del territorio urbano ed è chiamato dagli abitanti “La Terra”. Bellissima la piazza centrale di Ostuni, Piazza della Libertà, noi abbiamo pranzato in un locale molto carino che si chiamava Mozzarella & Co. (foto nella galleria).

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LECCE

Lecce, la “Signora del Barocco”, è il paradiso di un amante dell’architettura antica, la città è infatti ricca di testimonianze e opere d’arte di epoca romana, medievale e rinascimentale.

Ma a caratterizzare la città è il barocco in una declinazione del tutto particolare tanto da meritarsi l’appellativo di barocco leccese.

In foto: Porta Napoli.

OTRANTO

Otranto unisce edifici antichi, vicoli suggestivi in cui perdersi, ad un mare bellissimo nonostante sia una città portuale. Nel 2010 il borgo antico è stato riconosciuto come Patrimonio Culturale dell’UNESCO.

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SANTA MARIA DI LEUCA

Il panorama mozzafiato di Santa Maria di Leuca non ha bisogno di presentazioni.

Qui abbiamo visitato il faro che si trova sulla Punta Meliso e fatto una gita in barca fantastica che ci ha portato alla scoperta di grotte incredibili.

In particolare ci è rimasta impressa la Grotta del Soffio che abbiamo raggiunto a nuoto dalla barca e in cui si può entrare solo immergendosi e passando dall’ingresso sott’acqua. Da provare, ma per quanto mi riguarda un po’ spaventoso!  

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GALLIPOLI

Gallipoli è la città che abbiamo vissuto di più in quanto alloggiavamo a Lido Conchiglie che si trova a pochi km di distanza. La città è divisa in due zone ben distinte: il centro storico, che sorge su di un’isola di natura calcarea, e il borgo nuovo, collegato all’isola mediante un ponte in muratura risalente al XVII secolo.

Diciamo che noi abbiamo vissuto anche una “terza zona”, quella dei divertimenti in spiaggia! Il mare di Baia Verde è uno dei più belli e l’intrattenimento non mancava grazie alla musica del Samsara (dico mancava perchè per ora è stato chiuso). Molto bello anche il lido Zen (foto in galleria sotto). Zeppa di discoteche, noi siamo andati al Praja che non ci ha entusiasmato per la troppa calca all’interno e al Riobo dove invece ci siamo divertiti tantissimo!  

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PUNTA PROSCIUTTO

Non perdetevi assolutamente la bellissima spiaggia di Punta Prosciutto! Scegliete una giornata non nuvolosa per andare e non ve ne pentirete:

SAN FOCA E ROCA VECCHIA (Grotta della Poesia)

Roca Vecchia è famosa soprattutto per la Grotta della Poesia, una splendida architettura di pietra in cui ci si può tuffare. Purtroppo la mia foto non rende per le troppe persone, se potete evitate agosto per ammirarla meglio!

Mentre a San Foca siamo stati in un lido che ci aveva attirato per le statue di Buddha, l’Ensō Beach:

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Un giorno nella coloratissima Burano

Avete presente quelle bellissime foto, che ogni estate spuntano fuori su Instagram, raffiguranti delle case coloratissime in mezzo a dei canali? Io ne sono rimasta affascinata e ho deciso di fare una toccata e fuga in giornata con il mio ragazzo partendo da Milano per scoprire la meravigliosa Burano! Burano è considerata una delle 10 città più colorate del mondo e si trova su una delle isole della laguna veneta.

Noi abbiamo scelto di raggiungere Venezia in treno con Italo con destinazione Venezia Santa Lucia che è la stazione più in centro e da cui è più facile raggiungere Burano. Il traghetto per Burano e Murano si prende da Fondamente Nove, noi abbiamo deciso di percorrere i 2 km per arrivarci a piedi per vedere anche un po’ Venezia, ma si trovano anche traghetti che dalla stazione portano a Fondamente Nove in 25 min. 

Qui trovate la mappa dei traghetti di Venezia e isole

Il tragitto da Fondamente Nove a Burano dura 45 min, noi abbiamo deciso di vedere in mattinata Burano e il pomeriggio abbiamo girato un po’ per Venezia, ma potete anche scegliere di vedere Burano e Murano invece che Venezia! Vi consiglio di prendere il biglietto dei traghetti giornaliero che costa 20€ perchè un biglietto per una sola tratta costa 7,50 €, così riuscirete a vedere anche Venezia girovagando il pomeriggio a piedi per poi tornare comodamente in traghetto alla stazione oppure potrete vedere sia Burano che Murano senza spendere ogni volta 7,50 € per il biglietto. Inoltre prendere le linee giuste dei traghetti non è così semplice come prendere una metropolitana, noi abbiamo sbagliato due volte gli ingressi delle linee e se non avessimo avuto il biglietto giornaliero avremmo speso tantissimo! [Vi consiglio il sito ufficiale dei trasporti di Venezia per controllare i prezzi visto che sono già aumentati rispetto a 5 mesi fa quando siamo andati noi: http://actv.avmspa.it/it ]

I caratteristici colori delle case una volta servivano a delimitare le proprietà anche se secondo una leggenda erano i pescatori a dipingere la loro casa per riconoscerla da lontano durante i periodi di assenza dovuti alla pesca.
Molto caratteristico anche il campanile storto che a causa di un cedimento del terreno è inclinato sull’asse di 1,83 metri.

Se dopo Burano, passeggiate un po’ per Venezia, per tornare alla stazione vi consiglio di prendere il traghetto che attraversa il Canal Grande per ammirare i luoghi più famosi di Venezia come il ponte di Rialto e Piazza San Marco direttamente dal canale. Nella foto a sinistra un’opera d’arte temporanea di Lorenzo Quinn.

Qui trovate il video della nostra giornata!

Agosto ad Aruba

Quest’anno abbiamo iniziato ad organizzare presto il nostro viaggio per le vacanze di agosto. Volevamo partire per una meta lontana, ma purtroppo agosto non è il periodo giusto per la maggior parte dei luoghi del mondo al di fuori dell’Europa.

La nostra prima scelta era stata Bali, ma l’eruzione del vulcano Agung e le vaccinazioni necessarie, ci hanno fatto desistere. Poi per caso ci hanno suggerito Aruba, isola dove non sapevo assolutamente si potesse andare in agosto! Infatti è l’unica dei Caraibi ad essere fuori dalla rotta degli uragani e con un clima ottimo tutti i mesi dell’anno. Tra l’altro ad Aruba agosto è anche bassa stagione perchè l’isola si riempie di turisti quando in America è inverno. Prenotando a gennaio siamo quindi riusciti a trovare dei prezzi abbordabili, abbiamo preso il volo con Klm via Amsterdam a 848€ a testa, nonostante quello con American Airlines via Miami costasse 650€, per evitare di fare l’ESTA e le interminabili code all’immigrazione negli Stati Uniti, ma anche perché in passato non ci siamo trovati bene con American Airlines. I voli di KLM sono stati puntualissimi e, nonostante fossimo in Economy, siamo stati coccolati con bevande, pasti, snack (anche un cornetto gelato!) tutto gratuito. Soprattutto ogni sedile aveva il proprio schermo con una selezione di film (anche in italiano), giochi e musica; cosa che nel volo di American Airlines per il Messico non avevamo trovato.

Su Booking abbiamo scelto dove alloggiare, ovviamente gli hotel avevano prezzi folli, ma abbiamo trovato degli appartamenti a prezzi davvero contenuti. Noi abbiamo scelto il Bubali Luxury Apartments che non era troppo lontano dal mare ad un prezzo di 1130€ in due per 10 notti (leggete bene le condizioni di ogni camera perchè c’è sempre circa il 14% da aggiungere di tasse di servizio) peró c’erano sistemazioni anche molto più economiche di questa. Il nostro appartamento era fantastico, grande, dotato di ogni comfort e i proprietari gentilissimi e disponibili per ogni necessitá. Si trovava anche a 5 minuti da uno dei supermercati più grandi dell’isola, il Super Food, quindi comodissimo.

L’unica altra spesa grande è stata quella per il noleggio dell’auto, fondamentale per girare l’isola in autonomia, noi l’abbiamo noleggiata dai proprietari del nostro appartamento e per 10 giorni ci è costata 420 dollari compresa di assicurazione.

Vi consiglio di scaricare la mappa di Aruba dall’APP di Google Maps in modo da avere il navigatore per girare senza bisogno di internet. E prima di partire ricordatevi di stipulare un’assicurazione di viaggio che è fondamentale perché all’estero le cure mediche costano davvero tantissimo, noi l’abbiamo fatta con Axa (non posso giudicare come sia in caso di necessità perché per fortuna non ne abbiamo avuto bisogno).

APP utile per il viaggio:  

Il turismo é fondamentale per l’isola e lo si può notare già dalle targhe delle auto, in cui è presente lo slogan “One happy island” oltre al sito ufficiale aruba.com

PRIMO GIORNO

Il nostro viaggio nell’isola felice è iniziato dalla spiaggia più turistica: Palm Beach. Si tratta della spiaggia di fronte ai mega resort e per questo motivo é la più affollata nonché la più costosa (abbiamo speso 45 dollari per un ombrellone e due lettini). Nonostante questo è da vedere, le palme ne delimitano i confini ed è uno spettacolo soprattutto al tramonto. Consiglio una protezione solare molto alta perché le temperature arrivano a livelli molto elevati, ma il vento piacevolissimo, che soffia costantemente sull’isola, non fa percepire il rischio di ustione.

Per pranzo abbiamo mangiato uno yogurt con la frutta da Eduardo’s Beach Shack scoperto grazie ad Instagram:

SECONDO GIORNO

Il secondo giorno abbiamo sfruttato il fatto di riuscire ad alzarci all’alba facilmente, grazie al jet lag, e siamo andati all’Hotel Renaissance per provare ad essere tra i primi 20 a comprare l’ingresso alla loro isola privata dove si trovano i fenicotteri. Ogni giorno infatti alle 6.30 di mattina inizia a formarsi la coda perché la biglietteria apre alle 7 e solo i primi 20 (che non sono ospiti dell’hotel) possono acquistare un biglietto per raggiungere l’isola privata. L’unico altro modo per poter raggiungere l’isola è acquistare una notte in hotel perché gli ospiti del Renaissance hanno la possibilità di raggiungere l’isola privata quando desiderano.

Il biglietto è caro, costa 125 dollari a persona e comprende il trasporto con un motoscafo fino all’isola e il pranzo in un ristorante lì. La spiaggia dei fenicotteri è riservata agli adulti ma c’è un’ora in cui possono entrare anche i bambini a vederli. Noi abbiamo preferito la spiaggia delle iguane che era molto più grande e tranquilla (c’era solo un’iguana ma lontana dalla spiaggia e dai lettini).

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TERZO GIORNO

Il terzo giorno è iniziato con una colazione a base di pancakes fantastici da Linda’s Dutch Pancakes

Ed è continuato alla scoperta della spiaggia di Eagle Beach, una delle più famose e grandi di Aruba. Davvero bellissima, poco attrezzata, enorme e con dei colori fantastici. Proprio su questa spiaggia si trovano i famosi alberi Divi Divi piegati dal vento, simbolo di Aruba.

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Mentre nel tardo pomeriggio abbiamo visitato un po’ il centro di Oranjestad:

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QUARTO GIORNO

Il giorno dopo siamo andati a visitare la Alto Vista Chapel, che si raggiunge in macchina guidando su stradine davvero scenografiche con croci bianche che ti accompagnano fino all’arrivo e cactus in ogni angolo.

Poi siamo andati a vedere un po’ di spiagge diverse in macchina, partendo dalla visita del faro California a nord dell’isola, scendendo lungo la costa abbiamo visto Arashi Beach (spesso lì si vedono le tartarughe) e ci siamo fermati a fare un po’ di snorkeling a Malmok Beach.

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Poi siamo andati a visitare la fabbrica di aloe, che è una delle risorse principali dell’isola, e la sera abbiamo mangiato delle costine pazzesche da Smokey Joe’s:

 

QUINTO E SESTO GIORNO

Il quinto giorno ci siamo goduti una giornata di relax puro in spiaggia a Eagle Beach fino al tramonto. Mentre il sesto giorno siamo andati a esplorare il centro dell’isola partendo dalla formazione rocciosa Casibari.

Abbiamo poi pranzato da Zeerover, un ristorantino economico fantastico in cui ti cucinano il pesce appena pescato! 

Il pomeriggio siamo andati a Mangel Halto: una delle più belle spiagge di tutta l’isola. Particolari la lingua di sabbia senza rocce nel mare che forma una passerella e le mangrovie. L’acqua é bassa quindi è adatta anche a famiglie con bambini!

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SETTIMO GIORNO

Il settimo giorno abbiamo visitato la cittadina di San Nicolas, famosa per i magnifici murales che adornano ogni muro. A parte la street art, abbiamo trovato un paese davvero deserto e desolato!

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Da San Nicolas abbiamo raggiunto la spiaggia di Baby beach, molto frequentata dagli abitanti del luogo con i bambini, ma sinceramente l’abbiamo trovata caotica e all’orizzonte si vedeva una raffineria di petrolio abbandonata.

Gli ultimi giorni siamo tornati nelle spiagge che ci avevano colpito di più: Palm beach, Mangel Halto e l’isola privata dell’hotel Renaissance.

Come ultima cosa vorrei consigliare il ristorante Salt&Pepper a Palm Beach, molto buono e location super particolare grazie ad una collezione immensa di statuine di sale e pepe!

Di questo viaggio ci resteranno per sempre nel cuore i tramonti pazzeschi sul mare, le lunghe spiagge bianche deserte e il mare trasparente!

Qui trovate il video della nostra vacanza:

 

Dieci giorni a Maiorca

Dopo il giro della Spagna fatto l’anno scorso in macchina, quest’anno abbiamo preferito il relax in un’isola: Maiorca.

Periodo: 30 luglio – 8 agosto 2017

Abbiamo prenotato un hotel Riu (sempre una garanzia per quanto mi riguarda), il Riu San Francisco, con la formula mezza pensione e il volo con Easyjet. Per i primi due giorni siamo stati fortunatissimi, la nostra camera non era pronta e ci hanno dato una suite vista mare fantastica, mentre il resto della vacanza avevamo una camera standard senza vista mare e non abbiamo chiuso occhio per il rumore dei locali sulla strada!

El Arenal, la zona dell’hotel, è fuori Palma, ma ha un bel lungo mare pieno di negozietti e locali, la spiaggia e il mare sono belli, l’unica nota dolente è che si tratta della zona dei tedeschi, il che vuol dire birrerie e ubriachi ovunque di notte. Addirittura le insegne e le pubblicità erano in tedesco, ci sembrava di essere tornati all’Oktoberfest di Monaco (unica differenza: nel Megapark, la gigantesca birreria della zona, sui tavoloni avevano aggiunto delle cubiste mezze nude)!

Il primo giorno abbiamo optato per il relax nella spiaggia davanti all’hotel (El Arenal), con pranzo al Chiringuito Beach House, molto carino.

Il secondo giorno abbiamo visitato Palma, che ci è piaciuta molto sia per i vicoli caratteristici sia per i maestosi monumenti:

  • La cattedrale di Palma di Maiorca  
  • Il Palazzo de l’Almudaina (la residenza del re di Spagna quando si trova sull’isola) 
  • La Llotja che un tempo era la sede della borsa 

Mentre per i giorni successivi abbiamo noleggiato una Opel Corsa con Europcar vicino al nostro hotel (ci siamo trovati benissimo) e abbiamo iniziato l’esplorazione dell’isola! Questa è la mappa che avevo creato prima di partire con alcuni punti di interesse da visitare:

Abbiamo iniziato dal nord con la Playa de Alcudia, una bellissima spiaggia bianca (per arrivarci abbiamo fatto una mini tappa ad Inca, ma non ne valeva assolutamente la pena):

Dopo qualche ora di relax siamo tornati verso Palma, facendo tappa a Valldemossa una cittadina veramente caratteristica:

Nel caso vi sembrasse una buona idea andare a vedere Port de Valldemossa, NON FATELO!! Per raggiungere il mare dal paese c’è una strada di tornanti stretta e ripidissima e non ne vale davvero la pena. Vi dico solo che Seb, dopo una fatica immane per rifare tutti i tornanti al contrario, si è fatto il segno della croce per essere riuscito a sopravvivere all’impresa!! 

Abbiamo dedicato due giorni interi alla spiaggia più bella dell’isola: Es Trenc. Consiglio di arrivare lì massimo alle 9 di mattina per trovare parcheggio facilmente e per vedere la spiaggia non affollata; meglio arrivare dal lato di Ses Covetes rispetto a Ses Salines perchè la zona di Ses Covetes è più attrezzata con bar e supermarket. Noi abbiamo pranzato al Bar Esperanza, veramente bello!  

Gli altri giorni abbiamo visto la spiaggia di S’Amarador:

E Cala Mesquida dove siamo stati sfortunati, il mare era talmente mosso da non riuscire ad entrarci, ma c’erano dei bellissimi gazebi con materassi a 15 euro al giorno (stesso prezzo dei due lettini classici con l’ombrellone):

Qui trovate il video della nostra vacanza, spero vi piaccia! Al prossimo viaggio

Consigli per l’Oktoberfest

Dopo i racconti dei miei genitori su tutti gli anni passati all’Oktoberfest di Monaco di Baviera a bere birra e divertirsi, mi è venuta la curiosità di andarci nonostante io sia praticamente astemia.

OktoberfestOktoberfest Homer

 

Quindi, convinti il mio ragazzo ed un nostro amico (non che ci fosse molto da convincere ad andare ad una festa della birra!), prenotati i biglietti una settimana prima con Easyjet e l’hotel con Booking (Vi Vadi Hotel Bayer 89 molto bello e comodissimo per l’Oktoberfest), siamo partiti alla volta di Monaco!

Non essendoci mai stati abbiamo commesso degli errori che sicuramente la prossima volta non faremo quindi ecco i nostri consigli per vivere al meglio l’esperienza dell’Oktoberfest:

  1. il primo consiglio che mi sento di dare è quello di NON ANDARE NEI WEEKEND nè il 3 ottobre che è festa nazionale. Noi ci siamo stati di venerdì e prima delle 16/17 non era molto affollato, ma verso sera e soprattutto il sabato tutte le strade di Monaco erano invase da persone che si dirigevano verso l’entrata dell’Oktoberfest. Oktoberfest
  2. NON ASPETTATE LA SERA PER ENTRARE NEI TENDONI. La birra viene servita solo nei 14 tendoni e solo se si è seduti ai tavoli, peccato che trovare un posto già dalle 17/18 sia impossibile, quindi conviene andare nei tendoni dalla mattina per il pranzo oppure dalle 14/15 per rimanere seduti fino alla sera o anche per bere solo nel pomeriggio. Noi purtroppo non siamo riusciti a sederci in nessun tendone provando ad entrare alle 18,  ma la prossima volta non faremo lo stesso errore!  Oktoberfest
  3. Vivete al massimo l’esperienza dell’Oktoberfest vestendovi con i vestiti tipici bavaresi: il dirndl per le donne e il lederhosen per gli uomini. Lì a Monaco troverete diverse varietà di questi costumi, alcune economiche e altre meno, ma vale davvero la pena indossarli visto che ora è un’usanza anche tra i turisti e non più solo una tradizione bavarese. Donne mi raccomando attente a dove legate il grembiule del vostro dirndl perchè a seconda della posizione del nodo, il significato è diverso: il nodo a sinistra significa single, quello a destra sposata/fidanzata, quello davanti centrale che siete vergini e centrale sulla schiena vedove! Dirndl
  4. Prendetevi del tempo per visitare il bellissimo lunapark (soprattutto al tramonto quando pian piano si accendono le luci di tutte le attrazioni) e assaggiate i cibi tipici locali nelle varie bancarelle. Oktoberfest
  5. Non portate zainetti, sacche, borse troppo grosse perchè non vi faranno entrare! E niente carte di credito perchè all’interno dell’Oktoberfest accettano solo contanti.
  6. Monaco non è solo Oktoberfest, se potete andate almeno due giorni in modo da riuscire a visitare anche la città. Molto bello il giardino inglese in cui troverete una birreria all’aperto sotto una pagoda cinese!

Ed ecco il minivideo dei nostri due giorni a Monaco! Se avete domande, curiosità, lasciatemi un commento 🙂

Giro della Spagna in auto ad agosto!

Dove andare con 18 giorni di vacanza ad agosto senza spendere uno sproposito? Io e il mio ragazzo Seb quest’anno abbiamo optato per la Spagna! Entrambi adoriamo visitare posti nuovi, oltre a stare spiaggiati in riva al mare, quindi abbiamo deciso di partire in auto in modo da vedere più città possibili.

200

Partendo da Milano, abbiamo scelto le tappe in modo da non dover guidare più di 5/6 ore di fila a tratta: Google MyMaps è stato fondamentale per riuscire a organizzare tutto e questa è la cartina riassuntiva del nostro viaggio on the road:

Spain on the road

Periodo: 1-18 agosto 2016 con partenza da Milano. circa 5000 km da percorrere!

Spesa totale: circa 1500 € a testa, compresi di hotel, spese auto, pranzi e cene fuori e shopping!

Tappe + hotel (per prenotare gli hotel abbiamo utilizzato Booking con formula di cancellazione gratuita fino a pochi giorni prima della partenza e pagamento direttamente in struttura):

Per scegliere gli hotel abbiamo selezionato due filtri fondamentali: l’aria condizionata (perché la temperatura in Spagna ad agosto sale oltre i 40°C) e il parcheggio (perché sulle varie guide avevo letto che nelle città spagnole i parcheggi hanno spesso una sosta massima consentita di sole due ore!).

Comida. Questa probabilmente è la parola che racchiude meglio tutto il nostro viaggio: il cibo! Infatti, oltre ad esplorare i magnifici e caratteristici paesi spagnoli, ci siamo fatti una cultura gastronomica tra pulpi alla gallega, baccalà cotti in ogni modo, tapas e pintxos (che poi sono la stessa cosa), paelle e fideuà (paella fatta con la pasta al posto del riso)! Grazie al cielo siamo riusciti a non ingrassare di 20 kg dal momento che ogni giorno macinavamo anche 15/20 km a piedi. Ma iniziamo dal principio, cioè esattamente 5100 km fa.


1ª tappa ∼ ARLES

Siamo arrivati ad Arles nel pomeriggio e, lasciate le valigie in hotel, abbiamo subito iniziato a girovagare per i vicoli del centro. Non consiglio questo hotel per più di una notte, è in posizione centrale, ma la stanza era mini, l’aria condizionata sparata sulla faccia e spegnendola bisognava per forza aprire la finestra che dava su una piazza chiassosa = non abbiamo dormito per niente. Arles è molto carina, si gira velocemente in una giornata e sembra molto più spagnola che francese nonostante la posizione. Infatti nel centro è presente un’arena per le corride e nei ristoranti si mangia la carne di toro! Abbiamo scelto di spezzare il viaggio per arrivare in Spagna in questa cittadina anche perché, da laureata in storia dell’arte, non potevo perdermi i luoghi dipinti da Van Gogh: esiste proprio un itinerario da seguire per vedere tutti gli scorci protagonisti dei suoi dipinti.


2ª tappa ∼ FIGUERES

Per vedere qualcosa di particolare, eccentrico, stralunato e scandaloso, insomma qualcosa di surreale, cosa potevamo scegliere se non la città natale di Salvador Dalí?! Dal momento in cui siamo arrivati in hotel abbiamo capito subito che l’atmosfera surreale andava ben oltre le mura del famoso Museo di Dalí, infatti il nostro hotel era forse il più strano (o trash a detta di Seb) mai visto! In ogni caso hotel perfetto e comodissimo per visitare la città, ha anche una terrazza da cui si può ammirare la vista del museo.

Avendo solo un pomeriggio per visitare tutto, ci siamo fiondati, come prima cosa, a visitare il museo [qui trovate tutte le info pratiche]. Il museo sorge sui resti del teatro cittadino, distrutto durante la guerra civile spagnola: il sindaco di Figueres e lo stesso Dalí decisero di ricostruirlo con la funzione di museo dedicato al più celebre cittadino della città. Già dall’esterno si intuisce che questo museo è diverso da qualunque altro visto in precedenza:

La sera finalmente tapas! Abbiamo scelto Tony’s Bar nella piazzetta vicino al museo e siamo rimasti super soddisfatti:Tony's Bar


3ª tappa ∼ VALENCIA

La mattina dopo siamo ripartiti alla volta di Valencia, dove finalmente ci saremmo fermati 3 notti! Gli hotel NH sono sempre una garanzia ed il nostro era proprio di fronte alla Città delle Arti e delle Scienze, quindi il primo giorno ne abbiamo approfittato subito per andare a vedere l’Oceanografico, il più grande parco marino in Europa [qui trovate tutte le info pratiche]. Molto scenografico il tunnel trasparente che fa passare direttamente attraverso la vasca degli squali!

Il secondo giorno a Valencia abbiamo deciso di concederci un po’ di meritato relax sulla spiaggia di Valencia (Playa de la Malvarrosa) e per il pranzo, scappando dai ristoranti accalappia turisti sul lungo mare, grazie a Tripadvisor abbiamo trovato un posto davvero caratteristico: la Bodega La Pascuala, dove abbiamo mangiato un mega panino spendendo davvero pochissimo! Mentre la sera abbiamo fatto un giretto nella città vecchia e mangiato la fideuà (mi raccomando se passate a Valencia non potete non mangiare il suo piatto tradizionale per eccellenza cioè la paella) .

Il terzo giorno purtroppo abbiamo dovuto visitare la città vecchia sotto la pioggia riparandoci di tanto in tanto nel fantastico Mercado Central, tra prosciutti, profumi e colori (come il fucsia dei frutti in foto che si chiamano frutti del drago o pitaya). Nel pomeriggio fortunatamente è uscito il sole e siamo andati a vedere il Bioparc (molto bello perchè gli animali sono molto più liberi rispetto ai normali zoo).


4ª tappa ∼ ALMERIA

Almeria è molto carina, è il tipico paesino sul mare, noi l’abbiamo scelta come tappa perchè girovagando sul web avevamo visto le foto di una spiaggia paradisiaca chiamata Playa de los Muertos a pochi km di distanza. Purtroppo non si è rivelata così paradisiaca: ci siamo arrivati di domenica quindi era veramente pienissima di gente, inoltre per arrivarci bisognava fare 20 minuti di camminata ripida in mezzo ai sassi in discesa all’andata e in salita al ritorno (conviene portarsi scarpe da ginnastica) e come se non bastasse le onde del mare erano altissime tanto da essere impossibile fare il bagno. Sicuramente andando fuori stagione farà tutt’altra impressione, quindi se volete andarci cercate di evitare agosto!


5ª tappa ∼ TARIFA

Premetto che avremmo voluto prendere l’hotel direttamente a Tarifa, ma i prezzi erano alti e abbiamo preferito optare per Algeciras a mezzora di distanza. Nel tragitto da Almeria a Algeciras abbiamo fatto una minisosta a Benalmádena per visitare il Castillo de Colomaresma purtroppo siamo arrivati alle 13.30 mentre stava chiudendo e avrebbe riaperto alle 17! Quindi ci siamo dovuti  accontentare di fare una foto da fuori:

Castillo de Colomares

L’hotel di Algeciras penso sia stato il peggiore di tutta la vacanza, la stanza era grande, ma la pulizia lasciava a desiderare, in più su Booking c’era scritto che ogni stanza aveva un bel balcone vista mare, invece alcune stanze (come ovviamente la nostra) davano sulla strada. Il primo giorno siamo arrivati di pomeriggio e la scelta era tra andare a Gibilterra o fare un pomeriggio in più di mare andando già a Tarifa. Abbiamo scelto Tarifa, ma quel pomeriggio il vento era talmente forte da non riuscire a stare in piedi e la sabbia faceva malissimo, addirittura non c’era nessuno a fare kitesurf a causa delle raffiche troppo potenti. Ne abbiamo approfittato per comprare souvenir e fare un giro nella città vecchia, davvero bellissima. La sera abbiamo mangiato carne al ristorante Vaca loca in centro, un po’ caro ma ottimo.

Il secondo giorno per fortuna il vento è stato più clemente e abbiamo fatto una giornata di mare a Playa de los Lances visitando due chiringuiti: a pranzo un panino al Chiringuito Agua e tardo pomeriggio a bere qualcosa al Chiringuito Carbones 13. La spiaggia era spettacolare, lunghissima, con pochissima gente che prendeva il sole e tantissima che faceva kitesurf. La sera abbiamo mangiato le tapas più buone di tutta la vacanza in giro per la Spagna al ristorante La Burla, soprattutto il baccalà con pomodoro e olive era ottimo, torneremmo a Tarifa solo per mangiare di nuovo lì!


6ª tappa ∼ SIVIGLIA

Siamo concordi nel dire che Siviglia è stata la città più bella di tutto il viaggio, nonostante il caldo allucinante, nonostante non ci fosse il mare, ci abbiamo lasciato il cuore. Ci è piaciuto tutto, a partire dall’hotel molto caratteristico dal momento che era la casa di un maestro di flamenco. Abbiamo girovagato senza mappa attraverso i vicoli del Barrio de Santa Cruz, abbiamo sudato, abbiamo visitato Plaza de España (una delle piazze più belle che io abbia mai visto), abbiamo sudato, siamo saliti sul Metropol Parasol, più comunemente conosciuto come Las Setas (cioè i funghi), che è la più grande struttura in legno del mondo da cui si può vedere Siviglia dall’alto e abbiamo sudato davvero un sacco!! jdNon siamo riusciti a vedere la cattedrale per la troppa coda e stavamo per perderci anche l’Alcázar, ma andando un’ora prima della chiusura siamo riusciti a entrare subito e abbiamo corso per ammirarla il più possibile (consiglio di comprare i biglietti online per evitare le lunghissime code sotto il sole). Piccola curiosità: nella quinta stagione del Trono di spade, Siviglia è Dorne e l’Alcázar, con i suoi fantastici giardini, rappresenta il Palazzo Martell.

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7ª tappa ∼ MADRID

Probabilmente abbiamo sbagliato a inserire una città come Madrid dopo Siviglia, ma purtroppo entrambi l’abbiamo vissuta negativamente. La prima impressione è stata quella di una città esattamente come Milano, l’hotel era in centro, molto comodo e bello, ma su Booking avevano scritto parcheggio nelle vicinanze senza specificare che fosse quello della stazione a più di 37 euro al giorno quindi abbiamo buttato via 75 euro già solo per lasciare lì la macchina due notti. Eravamo a due passi dal Museo del Prado e dal Reina Sofia, abbiamo visitato entrambi, ma dopo essere stati al Louvre di Parigi probabilmente avevamo aspettative alte e non ne siamo rimasti entusiasti; non si possono neanche fare foto dentro questi musei, cosa che invece ad esempio al Louvre si può fare. Un punto a favore va invece per il tour dello stadio del Real Madrid, il Santiago Bernabéu, un po’ costoso, ma vale la pena farlo sia se siete appassionati di calcio sia se siete fidanzate innamorate disposte a accompagnare il vostro lui attraverso trofei e spogliatoi! Un’altra cosa che ci è piaciuta di Madrid è il Parco del Retiro con all’interno lo scenografico Palazzo di Cristallo, sede di esposizioni gratuite di arte contemporanea.


8ª tappa ∼ BILBAO

Bilbao ci ha dato da subito l’impressione di un paese dei cartoni animati, nel video del viaggio infatti la chiamiamo Topolinia, perchè l’autobus si chiamava Bilbobus, lo sportello bancomat Bilbocash, il noleggio bici Bilbobike, una piazza Biribila e così via! Appena arrivati siamo andati a vedere il famoso Museo Guggenheim, davvero bellissimo anche per chi non è appassionato d’arte. Già all’esterno ci sono opere magnifiche come il famoso Puppy di Jeff Koons e il mega ragno Maman di Louise Bourgeois. [qui le info pratiche]

Il secondo giorno era ferragosto e siamo andati al mare a San Sebastián…mai scelta fu più sbagliata di questa! Avevamo visto foto bellissime del golfo con la spiaggia di San Sebastian e quando siamo arrivati era pieno zeppo di gente da non riuscire a trovare un buco per sdraiarsi! San Sebastian


9ª e 10ª tappa ∼ TOULOUSE e AIX-EN-PROVENCE

Su Toulouse non ho niente da dire, le ore di auto iniziavano a farsi sentire e dopo aver comprato qualcosa per cena in un Carrefour market davanti al nostro appartamento non ci siamo più mossi da lì. Il giorno dopo invece abbiamo girato Aix-en-provence che si è rivelata molto carina e il profumo di lavanda ci ha accompagnato per tutto il tour nei vicoli della città!


Questo è stato il nostro viaggio, faticoso, ma unico! Abbiamo visto moltissimi posti nuovi, abbiamo assaggiato i cibi più disparati e non vediamo già l’ora di ripartire per una nuova avventura! Fateci sapere con un commento se anche voi avete in programma un viaggio del genere o se ne avete già fatto uno anche in un altro stato!

raw

Qui trovate il video della nostra vacanza:

 

 

Un giorno a Berlino

Sono stata un weekend a Berlino qualche mese fa per lavoro e avevo un solo giorno a disposizione per girare la città. Quindi ho creato un elenco dei luoghi di interesse fondamentali da vedere (secondo me) se siete di passaggio a Berlino per un solo giorno!

Berlino

  • Alexanderplatz con la famosa torre della televisione (Fernsehturm) e l’orologio del tempo del mondo:Alexanderplatz
  • Duomo di Berlino: Duomo di Berlino
  • La porta di Brandeburgo, considerata il simbolo di Berlino: Porta di Brandeburgo
  • Il palazzo del Reichstag, cioè la sede del parlamento di Berlino. Se avete più di un giorno a disposizione, vi consiglio un tour della cupola che è gratuito, ma da prenotare! Parlamento Berlino
    Cupola Parlamento

    Foto non mia

  • L’isola dei musei (Museumsinsel), chiamata così per il gran numero di musei che si trovano nell’area. Se avete tempo di vederne uno solo, vi consiglio il Pergamon Museum