Agosto ad Aruba

Quest’anno abbiamo iniziato ad organizzare presto il nostro viaggio per le vacanze di agosto. Volevamo partire per una meta lontana, ma purtroppo agosto non è il periodo giusto per la maggior parte dei luoghi del mondo al di fuori dell’Europa.

La nostra prima scelta era stata Bali, ma l’eruzione del vulcano Agung e le vaccinazioni necessarie, ci hanno fatto desistere. Poi per caso ci hanno suggerito Aruba, isola dove non sapevo assolutamente si potesse andare in agosto! Infatti è l’unica dei Caraibi ad essere fuori dalla rotta degli uragani e con un clima ottimo tutti i mesi dell’anno. Tra l’altro ad Aruba agosto è anche bassa stagione perchè l’isola si riempie di turisti quando in America è inverno. Prenotando a gennaio siamo quindi riusciti a trovare dei prezzi abbordabili, abbiamo preso il volo con Klm via Amsterdam a 848€ a testa, nonostante quello con American Airlines via Miami costasse 650€, per evitare di fare l’ESTA e le interminabili code all’immigrazione negli Stati Uniti, ma anche perché in passato non ci siamo trovati bene con American Airlines. I voli di KLM sono stati puntualissimi e, nonostante fossimo in Economy, siamo stati coccolati con bevande, pasti, snack (anche un cornetto gelato!) tutto gratuito. Soprattutto ogni sedile aveva il proprio schermo con una selezione di film (anche in italiano), giochi e musica; cosa che nel volo di American Airlines per il Messico non avevamo trovato.

Su Booking abbiamo scelto dove alloggiare, ovviamente gli hotel avevano prezzi folli, ma abbiamo trovato degli appartamenti a prezzi davvero contenuti. Noi abbiamo scelto il Bubali Luxury Apartments che non era troppo lontano dal mare ad un prezzo di 1130€ in due per 10 notti (leggete bene le condizioni di ogni camera perchè c’è sempre circa il 14% da aggiungere di tasse di servizio) peró c’erano sistemazioni anche molto più economiche di questa. Il nostro appartamento era fantastico, grande, dotato di ogni comfort e i proprietari gentilissimi e disponibili per ogni necessitá. Si trovava anche a 5 minuti da uno dei supermercati più grandi dell’isola, il Super Food, quindi comodissimo.

L’unica altra spesa grande è stata quella per il noleggio dell’auto, fondamentale per girare l’isola in autonomia, noi l’abbiamo noleggiata dai proprietari del nostro appartamento e per 10 giorni ci è costata 420 dollari compresa di assicurazione.

Vi consiglio di scaricare la mappa di Aruba dall’APP di Google Maps in modo da avere il navigatore per girare senza bisogno di internet. E prima di partire ricordatevi di stipulare un’assicurazione di viaggio che è fondamentale perché all’estero le cure mediche costano davvero tantissimo, noi l’abbiamo fatta con Axa (non posso giudicare come sia in caso di necessità perché per fortuna non ne abbiamo avuto bisogno).

APP utile per il viaggio:  

Il turismo é fondamentale per l’isola e lo si può notare già dalle targhe delle auto, in cui è presente lo slogan “One happy island” oltre al sito ufficiale aruba.com

PRIMO GIORNO

Il nostro viaggio nell’isola felice è iniziato dalla spiaggia più turistica: Palm Beach. Si tratta della spiaggia di fronte ai mega resort e per questo motivo é la più affollata nonché la più costosa (abbiamo speso 45 dollari per un ombrellone e due lettini). Nonostante questo è da vedere, le palme ne delimitano i confini ed è uno spettacolo soprattutto al tramonto. Consiglio una protezione solare molto alta perché le temperature arrivano a livelli molto elevati, ma il vento piacevolissimo, che soffia costantemente sull’isola, non fa percepire il rischio di ustione.

Per pranzo abbiamo mangiato uno yogurt con la frutta da Eduardo’s Beach Shack scoperto grazie ad Instagram:

SECONDO GIORNO

Il secondo giorno abbiamo sfruttato il fatto di riuscire ad alzarci all’alba facilmente, grazie al jet lag, e siamo andati all’Hotel Renaissance per provare ad essere tra i primi 20 a comprare l’ingresso alla loro isola privata dove si trovano i fenicotteri. Ogni giorno infatti alle 6.30 di mattina inizia a formarsi la coda perché la biglietteria apre alle 7 e solo i primi 20 (che non sono ospiti dell’hotel) possono acquistare un biglietto per raggiungere l’isola privata. L’unico altro modo per poter raggiungere l’isola è acquistare una notte in hotel perché gli ospiti del Renaissance hanno la possibilità di raggiungere l’isola privata quando desiderano.

Il biglietto è caro, costa 125 dollari a persona e comprende il trasporto con un motoscafo fino all’isola e il pranzo in un ristorante lì. La spiaggia dei fenicotteri è riservata agli adulti ma c’è un’ora in cui possono entrare anche i bambini a vederli. Noi abbiamo preferito la spiaggia delle iguane che era molto più grande e tranquilla (c’era solo un’iguana ma lontana dalla spiaggia e dai lettini).

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TERZO GIORNO

Il terzo giorno è iniziato con una colazione a base di pancakes fantastici da Linda’s Dutch Pancakes

Ed è continuato alla scoperta della spiaggia di Eagle Beach, una delle più famose e grandi di Aruba. Davvero bellissima, poco attrezzata, enorme e con dei colori fantastici. Proprio su questa spiaggia si trovano i famosi alberi Divi Divi piegati dal vento, simbolo di Aruba.

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Mentre nel tardo pomeriggio abbiamo visitato un po’ il centro di Oranjestad:

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QUARTO GIORNO

Il giorno dopo siamo andati a visitare la Alto Vista Chapel, che si raggiunge in macchina guidando su stradine davvero scenografiche con croci bianche che ti accompagnano fino all’arrivo e cactus in ogni angolo.

Poi siamo andati a vedere un po’ di spiagge diverse in macchina, partendo dalla visita del faro California a nord dell’isola, scendendo lungo la costa abbiamo visto Arashi Beach (spesso lì si vedono le tartarughe) e ci siamo fermati a fare un po’ di snorkeling a Malmok Beach.

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Poi siamo andati a visitare la fabbrica di aloe, che è una delle risorse principali dell’isola, e la sera abbiamo mangiato delle costine pazzesche da Smokey Joe’s:

 

QUINTO E SESTO GIORNO

Il quinto giorno ci siamo goduti una giornata di relax puro in spiaggia a Eagle Beach fino al tramonto. Mentre il sesto giorno siamo andati a esplorare il centro dell’isola partendo dalla formazione rocciosa Casibari.

Abbiamo poi pranzato da Zeerover, un ristorantino economico fantastico in cui ti cucinano il pesce appena pescato! 

Il pomeriggio siamo andati a Mangel Halto: una delle più belle spiagge di tutta l’isola. Particolari la lingua di sabbia senza rocce nel mare che forma una passerella e le mangrovie. L’acqua é bassa quindi è adatta anche a famiglie con bambini!

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SETTIMO GIORNO

Il settimo giorno abbiamo visitato la cittadina di San Nicolas, famosa per i magnifici murales che adornano ogni muro. A parte la street art, abbiamo trovato un paese davvero deserto e desolato!

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Da San Nicolas abbiamo raggiunto la spiaggia di Baby beach, molto frequentata dagli abitanti del luogo con i bambini, ma sinceramente l’abbiamo trovata caotica e all’orizzonte si vedeva una raffineria di petrolio abbandonata.

Gli ultimi giorni siamo tornati nelle spiagge che ci avevano colpito di più: Palm beach, Mangel Halto e l’isola privata dell’hotel Renaissance.

Come ultima cosa vorrei consigliare il ristorante Salt&Pepper a Palm Beach, molto buono e location super particolare grazie ad una collezione immensa di statuine di sale e pepe!

Di questo viaggio ci resteranno per sempre nel cuore i tramonti pazzeschi sul mare, le lunghe spiagge bianche deserte e il mare trasparente!

Qui trovate il video della nostra vacanza:

 

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